Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (FIORENTINI-SPAVENTA); FIORENTINO FRANCESCO LETTERE; S
anno
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1986
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Stato giuridico e Stato etico
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di pubblico e privato. Il giorno in cui lo Stato ha rivendicato a sé quell'interiorità di coscienza morale, che gli era stata usurpata dalla Chiesa, ha cessato di essere una forza cieca ed è diventato un organismo etico; e deve persuadersi che la scuola è una sua funzione essenziale , che gli spetta il diritto e gli incombe il dovere, dell'insegnare . Ma come non può lasciare alla Chiesa l'insegnamento, così non può lasciare ai privati l'economia e il lavoro. Se può dirigere le produzioni più delicate dello spirito, lo Stato deve avere anche l'indirizzo delle attività economiche, che alle altre servono di fondamento e di mezzo. Che senso avrebbe la direzione e l'ordinamento delle scuole tecniche si chiede il Fiorentino , se l'agricoltura, le industrie, i commerci, le arti belle fossero da lasciare in balìa dell'attività individuale, se lo Stato non se ne potesse punto intromettere, se tutto per lui si riducesse a tutelare soltanto la concorrenza degli interessi materiali?12)
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H nesso tra il mondo del lavoro e il mondo della cultura, tra l'economia e l'etica, che il Fiorentino coglie con fine sensibilità per i problemi dello spirito, vale a meglio definire il concetto dello Stato etico, caro agli uomini della destra, non meno che al Mazzini. È un concetto che trova ostili da una parte i cattolici con a capo il Montalambert, dall'altra parte i liberisti che invocano l'autorità di A. Smith. Gli uni e gli altri vogliono limitare i poteri dello Stato e riconoscono tutt'al più ad esso la semplice potestà giuridica, perché temono lo statalismo invadente e prepotente, come grave minaccia per la libertà individuale. Agli uni e agli altri, alle pretese della scuola di Manchester, come a quelle accampate dalla curia romana, il Fiorentino obietta che la libertà è messa in pericolo non dallo Stato moderno, ricco di attributi e di funzioni, ma dallo Stato destituito di autorità e di finalità proprie. Invero, uno Stato neutrale e indifferente come può tutelare la libertà dei cittadini? donde trae i titoli per eliminare gì? abusi e le prepotenze dei più ricchi e dei più forti? Esso stesso cederà all'arbitrio e alla violenza. Uno Stato che lascia fare e lascia passare in nome della libertà economica, come può salvaguardare gli interessi universali? A lungo andare esso sarà costretto a secondare l'attività di una classe a scapito di un'altra, provocando il sopravvento di quella e la trasformazione di questa. Giustamente il Fiorentino pensa che la libertà, sia spirituale che economica, fuori e contro lo Stato, è privilegio e arbitrio; entro lo Stato è volizione dell'universale incarnato nell'individualità della nazione. ">
Il Fiorentino è convinto che l'essersi affrancato dalla dipendenza della Chiesa impone allo Stato moderno il dovere di entrare in una via nuova e più larga, di assumere sopra di sé l'indirizzo dell'attività propria: l'essersi impiantato sulla base della nazionalità gli vieta di restringere l'ampiezza della coscienza nazionale. E scrive: Che lo Stato, chi ben ne consideri
12) ivi, pp. 152-153. m Ivi, pp. 146-148.