Rassegna storica del Risorgimento
CONFINE ITALIANO 1918; DEAMBROSIS DELFINO RELAZIONE; GUERRA MON
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1986
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301
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Conversazioni Johnson-Deambrosis (1918) 301
Alla conferenza della Pace partecipò poi il Johnson nella qualità di specialista delle frontiere geografiche. Iu generale gli specialisti americani nutrivano seri dubbi sull'opportunità di assegnare Fiume all'Italia in considerazione della tradizione secondo la quale la città era stata da tempo il porto della Croazia e del retroterra danubiano. Tuttavia il Johnson, per esempio, era contrario al progetto di farne una città libera, come scriveva al Miller il 19 aprile 1919.3>
Indispettito da queste difficoltà il 24 aprile Orlando lasciava la Conferenza della Pace e tornava a Roma.
Già il Patto di Londra escludeva Fiume tra le terre da redimere destinate all'Italia in caso di vittoria alleata. Anzi si prospettò l'ipotesi che l'Italia, qualora avesse ottenuto Fiume, si impegnasse, tempo sei mesi, a costruire un porto alternativo dotato di moli, banchine, ferrovia, ecc. a Buccari o Segna, a sue spese. Proposta combattuta dal Johnson in un Memorandum del 9 maggio; in esso, mentre si accennava al confine sulla linea dell'Arsa, si prospettava l'assegnazione all'Italia delle isole Unie, Lussino, Sansego, Asinelio, Pelagosa, mentre Zara sarebbe divenuta città libera; si proponeva inoltre un plebiscito per la Dalmazia e la consegna di Valona all'Italia. Fiume sarebbe stata data in amministrazione temporanea alla Società delle Nazioni.4) Se gli Italiani rinunciavano a Pago abitata da Slavi, essi avrebbero avuto in cambio Cherso e lo scoglio di San Marco.
In sostanza, come avrebbe sostenuto il Deambrosis nelle sue monografie, nella depressione tra Quarnaro e Culpa passa la linea di displuvio tra Adriatico e mar Nero; essa dunque era il confine geografico e strategico se non etnico tra Italia e Jugoslavia. 5)
Diari, Bari, 1972, voi. 2-3. JUSTUS, Macchi di Cellere, ambasciatore a Washington, Firenze,
1920. Nelle conversazioni che il Cellere ebbe con il col. House questi sostenne che il governo americano non si sarebbe opposto alla cessione all'Italia della Dalmazia settentrionale e delle isole che la fronteggiano. Cfr. IUSTUS, op. ciU, Firenze, 1920, pp. 155, 166, 170. Il generale Scipioni dell'Ufficio Operazioni trasmetteva al Ministero degli Esteri che li aveva richiesti il 24 settembre 1918 tre fogli al 500.000 dell'Istituto geografico militare del 1898, ed. 1914, F2F4, Munchen-Graz, con le indicazioni del confine massimo auspicato dagli Italiani. Intanto il. 28 settembre il-ministro della Guerra Zuppelli aveva inviato al Sonnino la còpia del Riassunto delle conversazioni Deambrosis-Johnson. (Lo Zuppelli, ministro nel gabinetto Sai andrà, durante il ministero Boselli aveva comandato un'unità al fronte; riprese le funzioni di ministro della Guerra con l'avvento di Orlando).
3) I] Johnson nel 1923 pubblicava un saggio su Fiume e il problema adriatico, cfr. Quoi se passe réellement à Paris en 1918-1919. Histoire de la Conférence de la Paix par les delegués americains publié par le colonel HOUSE, commissaire plénipotentiaire des Etats-Unis et CHARLES SEYMOUR, professeur d'Histoire à l'université de Yale, Paris, 1923. Cfr. la lettera al Miller del Johnson citata in Papiers intimes du colonel House publiés par CHARLES SEYMOUR, Paris, 1931, tomo IV, pp. 478-482. Di Douglas Johnson cfr. Battìefietds oj the World War. Western and Southern fronts. A study in military geography, New York,
1921, p. 545." '***.
*) Cfr. FEDERICO CURATO, La Conferenza della Pace 19191920. I problemi italiani, Milano, 1942, voi. II, pp. 294-299.
3 Cfr. DELFINO DEAMBROSIS, Monografie di Geografia Militare Razionale, N. 7: L'Italia Padano-Adrìatica, Torino, 1925, N. 8: Modellamento eolico e marino del terreno, Torino. 1927, pp. 128-129 .iT.Mtèi-