Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918; MOVIMENTO CATTOLICO ITALIA 1915-1918
anno
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1986
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pagina
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307
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RASSEGNE E DISCUSSIONI
PROBLEMI E INTERPRETAZIONI
DELLA STORIA DEI CATTOLICI ITALIANI
NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
Accostandosi alla storia dei cattolici italiani negli anni della prima guerra mondiale si ha talora la sensazione di avvicinarsi a vicende separate dalla storia del paese. È in parte la conseguenza dell'atteggiamento di una storiografia etico-politica che ha teso a lungo a considerare la posizione dei cattolici nel 1915-18 di scarso significato per la comprensione delle drammatiche vicende nazionali. Questa storiografia si è fondata in realtà su un dato diffìcilmente contestabile, che è la poca incidenza e la quasi nulla originalità dei cattolici, intesi come movimento organizzato e corrente di opinione pubblica, negli orientamenti politici del paese e nella direzione della guerra.
Negli anni del conflitto la tendenza politica prevalente fra i cattolici italiani e con la quale la classe dirigente liberale maggiormente ebbe a confrontarsi, fu quella che con un sintetico termine di comodo si è definita clerico-moderata. Questa tendenza, che spesso configurava la subalternità dei cattolici in campo politico, nel 1915-18, allorché giunse all'apogeo della sua fortuna, corrispose piuttosto costantemente agli appelli delle autorità costituite al patriottico allineamento e alla solidarietà di guerra. La fortuna della composita corrente clerico-moderata, la quale rappresentava solo uno dei vari indirizzi politici dei cattolici ma l'unico che negli anni di guerra ricevesse valorizzazione da un certo clima di union sacrée, non era di stimolo a imporre il mondo cattolico all'attenzione di quegli studiosi che nelle vicende politiche del 1915-18 ricercavano i protagonisti ed i movimenti di maggiore spicco e influenza sugli avvenimenti. Non a caso, al silenzio sull'azione politica dei cattolici in qualche modo organizzati, sembra talvolta supplire negli studi il richiamo alla Nota di pace di Benedetto XV dell'agosto 1917. Del resto fu questa l'unica presa di posizione di una voce cattolica che negli anni di guerra ebbe la capacità di suscitare una vasta risonanza nel paese e di movimentare la scena politica.
Ma l'orizzonte in cui la storiografia di carattere tradizionale si è variamente mossa si è rivelato, con il passare del tempo ed il mutare dell'atmo-
D Cfr. P. SCOPPOLA, Cattolici neutralisti e interventisti alla vigìlia del conflitto, e A. PRANDI, La guerra e le sue conseguenze nel mondo cattolico italiano, in Benedetto XV, i cattolici e la prima guerra mondiale (Atti del convegno di studio tenutosi a Spoleto dal 7 al 9 settembre 1962), a cura di Giuseppe Rossini, Roma, 1963, pp. 95-151 e 153-205. Per una precisazione sulla natura del fenomeno che va sotto il nome di clcrico-modera-riamo e sulla varietà di interpretazioni di questo termine si veda l'intervento di FAUSTO PONZI negli atti di una tavola rotonda svoltasi a Brescia il 28 aprile 1978: // movimento sindacale cattolico negli anni della prima industrializzazione {1900-1914), Brescia, 1979, pp. 13-18.