Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918; MOVIMENTO CATTOLICO ITALIA 1915-1918
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1986
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309
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/ cattolici nella prima guerra mondiale 309
I cattolici del 1915-18 avevano suscitato scarso interesse nei primi studiosi del movimento cattolico nell'Italia unita. Le note opere che negli anni cinquanta inaugurarono gli studi sul movimento cattolico trattavano il periodo della guerra per lo più affrettatamente. Tanto vasto era del resto il terreno allora da arare per i soli primi decenni dell'Italia unita. Ma la situazione cambiò di poco negli anni successivi, in cui gli studi si indirizzarono, da un lato, all'approfondimento della storia dei cattolici italiani sul piano religioso-culturale e sul piano dell'organizzazione ecclesiastica, e dall'altro alla indagine degli aspetti più politici della presenza cattolica nel paese. Questi studi rappresentarono un dissodamento sistematico della storia dei cattolici italiani prima del fascismo, ma in genere nell'arco diacronico la Grande guerra era trascurata.
Vi fu nel 1962 un primo approccio, ma in grande stile e con vastità di analisi, al tema dei cattolici e la guerra, con il convegno di Spoleto per l'appunto dedicato a Benedetto XV, i cattolici e la prima guerra mondiale.6) Gli atti del convegno rappresentano tuttora un riferimento fondamentale per gli studi sui cattolici nel 1915-18, con contributi che spaziano dalle interpretazioni complessive del pontificato all'indagine del rapporto cattolici-guerra in varie regioni italiane e nei vari gruppi di opinione cattolici. Tuttavia proprio il convegno di Spoleto finiva per presentare un'immagine della storia dei cattolici nella Grande guerra come parentesi, come qualcosa di particolare e di disgiunto dal prima e dal dopo, sicché di non facile collocazione nella storia del movimento cattolico. Differente in parte era a Spoleto l'affronto della figura di Benedetto XV e dell'azione vaticana, che per molti aspetti non poteva prescindere da uno sguardo d'insieme dell'intero pontificato di papa Della Chiesa, e dunque da un'analisi degli anni sino al 1922.
II convegno di Spoleto funse comunque solo da debole stimolo per l'inserzione della fase della Grande guerra all'interno di analisi di lungo periodo sui cattolici italiani. In altri termini, i due periodi così densi di avvenimenti e di significato per il movimento cattolico che sono l'età giolit-tiana e l'inquieto primo dopoguerra sono stati generalmente privati di quel collegamento pur naturale che avrebbe dovuto essere il 1915-18. Se si eccettua un felice contributo, peraltro di inquadramento generale, inserito nella Storia del movimento cattolico in Italia di De Rosa del 1966, gli studi sul movimento cattolico che hanno tentato di proporre, da angoli visuali differenti, sintesi di carattere complessivo, si sono volentieri fermati al chiudersi dell'età giolittiana, oppure hanno saltato quasi del tutto gli anni della guerra, quasi che il dopoguerra fosse la naturale continuazione, senza soluzione di continuità, del periodo di Giolitti.
Comparvero nel corso degli anni sessanta e settanta numerosi studi specifici sui cattolici tra il 1915 e il 1918, come il saggio di Veneruso sui rapporti tra cattolici e socialisti del 1965, *> un'acuta sintesi di De Rosa ancora
5) Faceva eccezione però la Storia polìtica dell'Azione cattolica in Italia di GABRIELE DE ROSA, voi. II, Bari, 1954. pp. 382-431.
6) SI vedano gli Atti sopra ricordati: Benedetto XV, l cattolici, clt.
7) Cfr. G. DE ROSA, Storia del movimento cattolico in Italia. Dalla Restaurazione all'età giolittiana, Bari, 1966, pp. 577-624.
8) D. VENERUSO, Ricerche e problemi relativi ai rapporti tra cattolici e socialisti durante la prima guerra mondiale, in Critica storica, 1965 (II), pp. 129-156.