Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918; MOVIMENTO CATTOLICO ITALIA 1915-1918
anno <1986>   pagina <312>
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312 Roberto Morozzo della Rocca
tornasole per l'emigrazione italiana. Alcuni emigrati tornarono in Italia per prendere le armi, molti altri restarono nei paesi d'immigrazione, ma per tutti le vicende della madrepatria furono motivo d'interesse e d'interro­gativi. Quale fu l'atteggiamento della Chiesa, capillarmente presente tra gli emigranti, in questi frangenti?
Non è evidentemente possibile proporre gli anni della Grande guerra come chiave interpretativa d'ogni fenomeno della storia dei cattolici italiani dall'età giolittiana al fascismo, ma vorrei rilevare che neppure si può fare storia mettendo questi anni tra due steccati. Ci sono voci, nel Dizionario di Marietti, che contrastano con questa tendenza all'isolamento cronologico, senza che peraltro si pervenga a forzate sopravvalutazioni dell'incidenza storica del periodo bellico. La voce di Andrea Riccardi sul clerico-fascismo, *> ad esempio, arricchisce la trattazione tradizionale del tema, che data gli inizi del fenomeno clerico-fascista solo intorno al 1922. Individuando le radici del clerico-fascismo nel particolare nazionalismo diffuso in certe mino­ranze cattoliche durante la prima guerra mondiale e, anche dopo di essa, nei riti religioso-patriottici celebrativi della guerra stessa, Riccardi fa rie­mergere la complessità di un fenomeno che non affiora improvvisamente nel 1922.
Ciò che mi pare necessario ricordare è insomma l'influenza della guerra su pressoché tutte le linee di sviluppo del movimento cattolico italiano, fosse pure a volte solo per segnarne la loro temporanea eclisse, prima di una ripresa sulle basi progettate negli anni di guerra. Le ripercussioni violente della guerra nella vita degli italiani di ogni condizione sociale non credo non si riflettessero pure negli orientamenti e nell'azione dei vari settori del mondo cattolico. È generalmente riconosciuto che la prima guerra mondiale, lungi dal costituire una parentesi isolata dalla storia d'Italia, ne ha rappresentato un momento cruciale di trapasso, ed in quanto tale è stata oggetto di studi tesi a spiegare, muovendo dalle prospettive più diverse, la crisi del liberalismo e l'avvento del fascismo. Sorprende quindi la diffi­coltà con cui le vicende di una componente importante del paese in guerra, quella cattolica, sono state finora inserite nella più ampia storia nazionale o anche solo in quella stessa del movimento cattolico. Una tendenza al superamento di questa situazione si è tuttavia avuta a partire dalla metà degli anni settanta.
Le vicende più strettamente politiche dei cattolici organizzati sono state sino ad oggi quelle più studiate della storia dei cattolici italiani nel 1915-18. È questo, fra l'altro, un frutto della relativa abbondanza di fondi per questo tipo di ricostruzione storica. Già negli anni venti comparvero scritti, memorie e opere di documentazione di protagonisti come Meda o Dalla Torre, mentre quasi ogni gruppo significativo del movimento cattolico si esprimeva
20) cfr. A. RICCARDI, / clerico-j'uscisti, in Dizionario storico.,., cìt., voi. I, t. I, pp. 79-84.
2i) L'opera più significativa di questo periodo è forse Quella di FILIPPO MEDA, / cattolici italiani nella guerra, Milano, 1928 (nuova ed. con il titolo / cattolici italiani nella prima guerra mondiale, ivi, 1965).