Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918; MOVIMENTO CATTOLICO ITALIA 1915-1918
anno
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1986
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pagina
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313
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/ cattolici nella prima guerra mondiale 313
nel 1915-18 attraverso propri organi di stampa, resi possibili dal maggiore pluralismo ammesso tra i cattolici italiani da Benedetto XV sin dall'inizio dei suo pontificato. Le ricerche hanno approfondito in genere l'atteggiamento delle correnti più rilevanti del movimento cattolico in ordine sia alle vicende politiche generali del paese, sia alle posizioni che assunsero dinanzi al fenomeno bellico. Esemplari in questo senso sono una volta di più i contributi del convegno di Spoleto, ai quali si deve molto della conoscenza del complesso disporsi dei centri e gruppi più rappresentativi del mondo cattolico, da un punto di vista politico e culturale, dinanzi al conflitto. Talora le ricerche di storia politica successive hanno solo approfondito quanto a Spoleto era stato per la prima volta presentato.
Nell'insieme a me pare che sia il convegno di Spoleto, sia le ricerche e riflessioni che lo hanno seguito offrano un quadro delle posizioni politiche dei cattolici italiani nella guerra denso di divisioni e contrasti. Allo scoppio della prima guerra mondiale ha scritto Gabriele De Rosa nella sua storia del movimento cattolico in Italia il campo del cattolicesimo militante era ben lungi dall'offrire quella concordia e sottomissione tanto raccomandata da Pio X . a> Quali fossero i tanti differenti orientamenti e i gruppi tra loro divisi è ormai ben noto. La guerra si legge nelle stesse pagine di De Rosa acutizzò di nuovo i contrasti all'interno del movimento cattolico, delimitò e precisò più nettamente il profilo delle varie tendenze, ne scoperse le contraddizioni e le debolezze, fece risaltare la miseria politica e la povertà culturale delle subitanee e opportunistiche conversioni clerico-nazionalistiche, gli equilibrismi e le perplessità dei centristi costituzionali, le ribellioni dei pacifisti, il meditato senso di responsabilità della nuova azione cattolica riformata da Benedetto XV, gli ondeggiamenti del clero diocesano combattuto tra la condanna papale della guerra come inutile strage e il sentimento di una deferenza e di un rispetto verso i pubblici poteri impegnati nello sforzo bellico . B>
Gli studi sulle diverse componenti del complesso movimento cattolico italiano durante la guerra sono pervenuti ormai a risultati di sufficiente completezza nel definire i contorni dell'una o dell'altra posizione. Sappiamo così piuttosto bene cosa pensassero i dirigenti dell'Unione Popolare, le correnti interventiste della Democrazia Cristiana di Cesena o de // Cittadino di Brescia, i gruppi che a Milano facevano riferimento a Filippo Meda o a Vita e Pensiero, i diversi eredi dell'intransigentismo, da quelli dell'Unità Cattolica di Firenze a quelli che leggevano di preferenza La Civiltà Cattolica, i seguaci del movimento migliolino, fino ai cosiddetti cattolici deputati che espressero, ma non certo tutti, l'ufficioso consenso dei cattolici alla linea dei vari governi di guerra. Negli anni sessanta e settanta il quasi fisiologico accumularsi di biografie, di memorie, di informazioni su personaggi di spicco tra i cattolici italiani dei primi decenni del Novecento ha portato ad una conoscenza più approfondita delle motivazioni politiche, culturali, religiose, sottese alle scelte di tanti nel 1915-18. Si tratta di una gran quantità di studi e ricerche, di livelli diversissimi, che vanno dai contributi alle
25 DE ROSA, Storia del movimento cattolico..., cit., p. 577. 23) Ivi, p. 580.