Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918; MOVIMENTO CATTOLICO ITALIA 1915-1918
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1986
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315
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/ cattolici nella prima guerra mondiale 315
raccolte in organismi associativi ufficiali ed in cui le strutture ecclesiastiche diocesane, clericali e laicali, svolgevano una funzione di omogeneizzazione intorno a posizioni ufficiali comuni, esisteva a livelli più profondi che non quello delle tessere del circolo di laici illuminati o dell'abbonamento alla singola rivista. Essa era in effetti dovuta in larga misura a differenze interne di cultura e di classe sociale. D'altra parte, una notevole incertezza nel campo delle concezioni e dei progetti politici contribuiva fortemente ad aggravare i dissensi, anche se non sempre in modo palese, e ad impedire che di fronte al fenomeno bellico si creasse almeno una parvenza di unità.
L'ideale giustapposizione che avveniva nell'esercito tra i fanti-contadini provenienti dal movimento migliolino e gli ufficiali formalmente impeccabili che potevano uscire dalle file di certa aristocrazia nera romana si riproduceva in grandi proporzioni un po' in tutto il movimento cattolico. Veneruso ha messo in luce, nei suoi studi sull'Azione Cattolica durante il pontificato di Benedetto XV, i differenti atteggiamenti assunti nella guerra dai giovani cattolici in relazione alla loro origine sociale.26) Gli universitari della FUCI espressero in forme eclatanti sin dalla vigilia della guerra il loro acceso patriottismo, mentre fra la Gioventù Cattolica Italiana, che raccoglieva adesioni in ambienti assai meno borghesi ed elitari della FUCI, si ebbe una generalizzata opposizione alla guerra e alle sue motivazioni. In altri termini si verificò all'interno del movimento cattolico la stessa spaccatura che divideva il paese, tra la borghesia per lo più interventista e le masse popolari avverse al conflitto.
La borghesia cattolica, anche se non sempre e non necessariamente per le compartecipazioni negli affari della grande industria di guerra o per gli interessi economici che potevano farle riuscire gradita la guerra, si fece trascinare dal patriottismo prevalente nelle classi sociali più abbienti. È quanto in definitiva già decenni addietro Omodeo mostrava pubblicando, tra le lettere dei suoi caduti di guerra, numerose testimonianze di giovani borghesi e aristocratici cattolici. 27> Non v'è dubbio sul fervore bellico di tanti cattolici borghesi, impegnati o meno che fossero nell'Azione Cattolica. Basti ricordare la fortuna di certo agiografismo semi-ufficiale di soldati e caduti cattolici. Il volume Liberi, uscito a Roma nel 1917 con scritti di Giulio de' Rossi, Egilberto Martire, Mario Cingolani, Francesco Aquilanti, Pirro Scavizzi e altri su eroi di guerra cattolici come Giosuè Borsi, Giacomo Venezian, Loreto Starace, Angelo Cebrara od Eugenio Vaina, riunisce intorno ad una esaltazione del valore militare conseguito in forza della fede e del patriottismo cattolico i celebranti ed i celebrati cattolici più diversi.28* Tra gli autori, non tutti certamente saranno nel corso della guerra sulle stesse posizioni belliciste; il nazionalismo di Martire si distinguerà dall'ansia di de' Rossi di valorizzazione del lealismo patriottico dei cattolici. Ma per un verso o per l'altro non sono affatto pochi i dirigenti borghesi o gli intellettuali del movimento cattolico che offrono il loro consenso alla guerra.
26) cfr. D, VENERUSO, L'azione cattolica italiana durante i pontificati di Pio X e di Benedetto XV, Roma, 1984, pp, 122-142 e 154-160.
27) cfr. A. OMODEO, Momenti della vita di guerra, Torino, 1968.
28) il volume Liberi conteneva una serie di profili di eroi di guerra cattolici e si concludeva con uno scritto di Mario Cingolani dal titolo Pattuglie di eroi