Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918; MOVIMENTO CATTOLICO ITALIA 1915-1918
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1986
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I cattolici nella prima guerra mondiale 317
dei cattolici in campo politico, ciò che porterà poi al partito popolare. Al di là di una contrapposizione divenuta classica nella storia del movimento cattolico cattolici nei partiti o partito di cattolici si deve notare la compresenza di diverse concezioni dell'impegno politico dei cattolici. .
Il progetto di Sturzo, e con lui dei tanti, compreso lo stesso Meda, che in momenti diversi avevano vagheggiato un partito cattolico, rappresenta in fondo la rinuncia della Chiesa e dei cattolici italiani a considerare integralmente cristiana la società. È l'accettazione dei cattolici dell'essere parte della società e non più l'anima che tutto ispira e presiede, secondo le formule deU'ancien regime. La nascita del PPI rappresenta il riconoscimento della parzialità dell'essere della Chiesa e dei cattolici nella società italiana moderna, tardiva presa d'atto della separazione rivoluzionaria tra società civile e società religiosa.3 Negli anni di guerra, malgrado la pretesa egemonia del elenco-moderatismo, il progetto sturziano raccoglie forti e sempre maggiori consensi. Forse lo stesso clerico-moderatismo, come altre forme di impegno politico dei cattolici al rimorchio di forze politiche di differente ispirazione, aveva il doppio significato della rinuncia all'autonomia cattolica in campo politico e della contemporanea preparazione della stessa attraverso l'accostamento alle istituzioni dello Stato e al sistema politico vigente. È tra l'altro significativo anche in questo senso che Sturzo stesso, nel marzo 1916, avesse preventivamente approvato la partecipazione cattolica ad un ministero nazionale , quale poco dopo, nel giugno, si sarebbe realizzata con Meda nel ministero Boselli. Il futuro segretario del PPI avrebbe altresì consigliato a Meda, al momento di Caporetto, di non dimettersi dal governo, nonostante il pesantissimo attacco disonnino alla Nota di pace di Benedetto XV di poco precedente.
D'altra parte il periodo bellico favorisce l'emersione, sotto forme nuove e più eclatanti, di un altro tratto di fondo dell'approccio dei cattolici italiani alla politica. È il progetto di restaurazione -cristiana della società, individuato di volta in volta, da Poulat 32> ad Acerbi,33) fino ad un recente contributo di Scoppola,34* sotto termini e moduli differenti, ma sempre presente nelle varie fasi della storia della Chiesa nell'età contemporanea. A me sembra che durante la prima guerra mondiale, tanto più a causa dell'atmosfera apocalittica, da svolta epocale, che domina molti spiriti cristiani, l'idea di un ritorno integrale della società a Dio si faccia particolarmente insistente. Si predica con rinnovata convinzione la necessità di un radicamento della società nelle leggi di Dio, si crede a fenomeni di risveglio religioso di massa,
31) efr, G. SOPRI, Sulla storia del partito cattolico. Osservazioni a proposito di due libri recenti, in Studi storici, 1964 (V), p. 535. L'idea di un'organizzazione della Chiesa nella società moderna in forma di partito o di gruppo accanto ad altre forze concorrenti nasce comunque da Lamennais: cfr. G. VERUCCI, Felicità Lamennais dal cattolicesimo autoritario al radicalismo democratico, Napoli, 1963.
32) cfr. E. POULAT, Integrarne et catholicisme integrai, 'Tournai, 1969; Io., Eglìse cantre bourgeoisie. Introduction au devenir du catholicisme actuel, Tournai, 1977; Io., Une Egtise ebranlée. Changement, conflit et continuità de Pie XII à Jean-Paul II, Tournai, 1980.
33) cfr. A. ACERBI, La Chiesa nel tempo. Sguardi sui progetti di relazioni tra Chiesa e società civile negli ultimi cento anni, Milano, 1979.
34) cfr. P. SCOPPOLA. La nuova cristianità* perduta, Roma, 1985.