Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918; MOVIMENTO CATTOLICO ITALIA 1915-1918
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1986
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320
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320 Roberto Morozzo della Rocca
di Benedetto XV preoccupato di conseguire vantaggi concreti alla Chiesa come istituzione che non di tutelare l'integrità e l'altezza morale del magistero del papa e quindi della Chiesa stessa.38)
La parola di Benedetto XV rimane dunque fra le divisioni del movimento cattolico italiano come ulteriore elemento di contraddizione. Forse le masse dei contadini cattolici accolsero con gioia e speranza la parola pontificia, che incontrava le loro attese di pace. È quanto trapela talvolta dalla documentazione sulla guerra di matrice popolare, raccolta e pubblicata specialmente in questi ultimi anni. Del resto già nel febbraio del 1918, nel riconoscimento tributato in Parlamento al pacifismo di Benedetto XV da parte dei deputati socialisti, si disse che la Nota pontificia dell'agosto precedente era stata raccolta dagli umili come un balsamo . **>
Il rigetto degli appelli di Benedetto XV da parte di quei cattolici più impregnati dei temi della cultura borghese o sostenitori di un ralliement ad ogni costo con lo Stato in guerra, e d'altro verso la mancata imposizione d'autorità del messaggio pontificio, devono peraltro essere collocati anche nel contesto della libertà d'iniziativa dei laici in politica favorita da Benedetto XV, a differenza del suo predecessore. Come per i cattolici d'altri paesi, anche a quelli italiani il papa volle fosse lasciata una certa libertà d'esprimere le loro preferenze in campo politico, nonostante la perdurante esistenza della questione romana, al fine di non coinvolgere la responsabilità della Santa Sede in qualsiasi questione d'ordine temporale. L'Italia cessava d'essere il retroterra immediato della politica vaticana. Si attuavano così tra i cattolici italiani quelle prime distinzioni tra impegno politico e momento religioso, che nel 1919 avrebbero consentito nel movimento cattolico la separazione tra l'Azione cattolica, il cui mandato veniva circoscritto all'impegno religioso, e quei cattolici che intendevano formare un partito d'ispirazione cristiana. Gli appelli di pace del papa avevano un carattere innanzitutto religioso, e come tali erano rivolti alla coscienza di cittadini e combattenti, con la possibilità ovviamente che avessero una ricaduta nell'azione politica di coloro che avessero voluto trarne le debite conseguenze morali e pratiche. I cattolici italiani e intendo qui non le masse cattoliche in genere, ma il laicato di una qualche cultura che partecipava dell'opinione pubblica ebbero timore delle conseguenze di un'interpretazione radicale della parola del papa. In ogni caso se, invece di ignorarla del tutto, accettarono di prenderla in considerazione, non ne trassero gli orientamenti morali conseguenti, segno forse di una carenza della stessa formazione religiosa di coscienza. Sarebbe auspicabile un approfondimento degli studi sulla vita religiosa, la pietà, la cultura del laicato italiano in questi anni. Jemolo ricordava la singolare povertà della vita intellettuale italiana di questo periodo sotto il profilo religioso, ed in generale la assai scarsa vivacità della vita religiosa.40) Gli studi di Veneruso sull'Azione cattolica italiana
M) È quanto emerge ad esempio a proposito dei rapporti con il governo italiano per la questione romana: cfr. I, GARZI A, La Questione Romana durante la prima guerra mondiale, Napoli, 1981.
39) Atti Parlamentari, Cd.D., tornata del 20 febbraio 1918, p. 15904, citato in VENERUSO, Ricerche e problemi... cit., p. 156.
40) cfr. TEMOLO, Chiesa e Stato In Italia dalla unificazione. cit,, pp. 180-181.