Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918; MOVIMENTO CATTOLICO ITALIA 1915-1918
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1986
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322
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322 Roberto Morozzo della Rocca
forti e radicati che in altri periodi. Occorrerebbe indagare meglio sulle sotterranee radici religiose degli atteggiamenti dei cattolici italiani, per rilevare quale spessore e profondità avessero e per stabilire quanto la condivisione della dottrina cattolica ufficiale influenzasse l'impegno sociale e politico del laicato.
Certo è che se tra i cattolici vi fu ambiguità di posizioni di fronte alla guerra, essi stessi lamentarono più volte la mancanza d'unità, avvertita come una pura e semplice lacerazione. Le carenze e le disparità di cultura religiosa, la confusione ingenerata dai differenti progetti politici in gara tra loro ma pure l'un l'altro intersecati e, circostanza non meno rilevante, l'eccezionalità dell'evento guerra (dei cui effetti a livello collettivo e di singoli, in termini di irrazionalismo e di stravolgimento di valori morali e religiosi, ben pochi cattolici seppero rendersi conto, malgrado la recente avventura libica ne avesse dato già una piccola anticipazione) impedirono ogni ricomposizione di un'unità dei cattolici italiani.
Gli aspetti in parte ancora controversi della storia dei cattolici nel 1915-18, cui si è finora accennato, hanno ricevuto nuova luce dalle ricerche condotte dalla seconda metà degli anni settanta ad oggi sul rapporto con la guerra del mondo cattolico inteso soprattutto nelle sue ramificazioni ed espressioni di base, di vita quotidiana o di cultura popolare. Gli studi sui vertici, sull'ufficialità cattolica laica e clericale, sui concetti generali e le riviste, sui lati più pubblici della presenza cattolica nel paese, dovevano infatti essere ricompresi in una riconsiderazione complessiva del rapporto cattolici-guerra in tutte le sue forme. D'altra parte il riconoscimento della necessità di questa riconsiderazione complessiva non deve prescindere dal fatto che gli studi sugli aspetti politico-istituzionali di fondo delle vicende dei cattolici nella guerra rappresentano già oggi un cospicuo patrimonio di conoscenze. Delle tematiche per così dire tradizionali affrontate nella prima, lunga fase della storiografia sui cattolici e la guerra un solo punto, forse, è stato tralasciato dagli studi in modo evidente: la politica estera. La lacuna è peraltro non limitata al 1915-18. Come ha rilevato Giorgio Rumi a commento d'una sua bibliografia d'inevitabile secchezza su questo tema, l'amplissima produzione storiografica sul movimento cattolico in Italia ha pressoché trascurato i problemi di politica estera, specie nei suoi nessi indispensabili con l'ispirazione religiosa e con l'insegnamento e l'attività diplomatica concreta della S. Sede . **>
É opportuno accennare a questo problema non perché i cattolici nel 1915-18 portassero il paese su posizioni di politica estera particolarmente originali (Scoppola ne rilevava giustamente il frequente allineamento agli orientamenti della classe dirigente liberale45)), ma perché durante la guerra mutano all'interno del mondo cattolico i giudizi sulle forme in cui si svolge la politica internazionale, come pure la valutazione che si dà dei regimi dei vari paesi. Specialmente nel periodo della neutralità italiana si operano inattesi capovolgimenti d'alleanze nella considerazione cattolica del concerto delle potenze europee. Bruti Liberati in un recente saggio ha illustrato le
44) G. RUMI, Politica estera e internazionalismo cattolico, in Dizionario storico... cit., voi. I. t. II, pp. 146-157, 157.
45) Cff. SCOPPOLA, Cattolici neutralisti e interventisti'... oit.