Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918; MOVIMENTO CATTOLICO ITALIA 1915-1918
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1986
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Roberto Morozzo della Rocca
cattolici è volto cioè ad inserirsi nello Stato e nella società civile con le prerogative morali ed il prestigio che prima della guerra venivano loro negati, e non ad una polemica sterile e reciprocamente distruttiva con quanti, alla pari dei cattolici, venivano discriminati come italiani di seconda classe.
Per comprendere gli orientamenti cattolici in politica estera si deve preliminarmente evitare di ricorrere a certe schematizzazioni, secondo cui le simpatie cattoliche potevano convergere sui diversi Stati in funzione del loro conservatorismo o progressismo politico. Una guida interpretativa del gradimento cattolico dell'una o dell'altra nazione potrebbe semmai essere il criterio dell'accettazione da parte di un paese delle libertà e dei diritti rivendicati dalla Chiesa. È per il mutare di queste specifiche condizioni che i cattolici italiani potevano passare in poco tempo a giudicare una nazione come la Francia fille ainée de l'Eglise oppure repubblica porcina .X)
Che i cattolici non sapessero esprimere una loro visione organica e incisiva di politica estera, per le limitazioni dovute alla mancanza d'unità in politica interna, non deve far rinunciare ad approfondire i loro orientamenti dinanzi al quadro internazionale del momento. Ne potrebbero venire, tra l'altro, verifiche preziose di tutto il variegato quadro del rapporto cattolici-guerra. Si tratterebbe altresì di un contributo importante agli scarsi studi esistenti sui rapporti tra opinione pubblica e politica estera in Italia, oltre che sullo specifico movimento cattolico italiano.
Gli studi sui cattolici e la guerra comparsi in questi ultimi anni, come è noto, hanno proposto una serie di novità nell'affronto di questo tema, esplorato in tutte le sue forme senza privilegiare analisi di tipo politico-istituzionale o la sola storia dei ceti dirigenti e intellettuali. Le ricerche si sono particolarmente indirizzate verso la storia sociale, culturale, religiosa del mondo cattolico in tutta la sua complessa articolazione. Si sono studiati i collegamenti di cultura e di idee che si instaurano tra gli strati colti e gli ambienti popolari e subalterni, i rapporti tra parroci e semplici fedeli, le reazioni alla guerra del soldato credente o dei suoi familiari devoti, e via dicendo.
Il primo a battere questa pista di ricerca sui cattolici e la guerra è stato Gabriele De Rosa nel 1966. Lo storico del movimento cattolico affermava allora come nello studio dell'atteggiamento del mondo cattolico dinanzi alla guerra non ci si potesse fermare a Milano e al pensiero di Filippo Meda o della "Pro Cultura" , ma fosse necessario tenere presente che, accanto al parlamentare, c'era il devoto, e accanto alle correnti di cultura c'erano le parrocchie. Richiamandosi alle relazioni di prefetti e procuratori, De Rosa rilevava la frequente dissonanza del clero delle campagne dalle professioni di fede patriottica delle autorità civili e di certa parte dello stesso movimento cattolico. Inoltre svolgeva acute osservazioni sulla religiosità popolare della massa dei fedeli che gravitava intorno alle parrocchie o si indirizzava ai santuari più popolari. In luogo di fervori bellicisti
M) Cito da RUMI, Politica estera... cit. 5') Cfr. DE ROSA. / cattolici cit.