Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918; MOVIMENTO CATTOLICO ITALIA 1915-1918
anno
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1986
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/ cattolici nella prima guerra mondiale
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talora emergono da ricerche locali, come quella di Livio Vanzetto su alcune aree contadine del Veneto, mostrano che i cattolici non trascurarono l'associazionismo dei loro reduci, portatore di proprie idee e tensioni politiche.6" Vorrei in sostanza sottolineare che durante gli anni di guerra la presenza cattolica non si esaurì nel doppio soccorso portato ora all'anima interventista e patriottica del paese, ora all'anima neutralista e pacifista, ma fu scossa a ricercare con urgenza ima propria identità e ima propria voce autonoma in una società che doveva sembrare a molti credenti obiettivamente impazzita. Nello spiegare i motivi dell'improvviso successo elettorale del PPI nel 1919 se ne sono talora rintracciate le radici nell'immagine particolare che una parte del complesso mondo cattolico italiano, e soprattutto il clero, aveva offerto agli italiani nel 1915-18. Avrebbe così votato per i popolari un gran numero di elettori che avevano rifiutato la radicalizzazione tra il bellicismo esasperato ed il pacifismo più intransigente. Erano gli elettori, per dirla con Jemolo, stanchi della diatriba tra neutralisti ed interventisti, che continua ormai da cinque anni e, a guerra finita, non vuole terminare . *8
Monticone ha scritto che la guerra fu per i cattolici italiani, a differenza di quelli tedeschi o francesi già in varia misura ralliés ai loro Stati nazionali, occasione di un proficuo esame di coscienza. Lungo gli anni di guerra i cattolici sarebbero stati progressivamente costretti dalla durezza e dalla totalità dell'impegno bellico a guardare oltre la vicenda in atto, a confrontarsi, col diritto di chi paga, con gli assertori dello Stato liberale, a rifiutare un ruolo subordinato . ) Ciò che i cattolici si posero con rinnovata consapevolezza nel 1915-18, secondo lo storico piemontese, fu il problema dello Stato. Mettendo a fuoco la presa di coscienza del problema dello Stato, provocata dai sacrifici di sangue imposti da uno Stato estraneo ai cattolici, Monticone non intende, come altri hanno fatto, richiamare il cammino dei cattolici verso l'autonomia politica a livello partitico. Gli anni di guerra sarebbero stati semplicemente importanti per l'approfondimento e la distinzione delle scelte religiose e politiche dei cattolici italiani, che ebbero il PPI come uno dei possibili ma non meccanici sbocchi. Senza intaccare il rilievo della nascita del PPI nella storia d'Italia, confortato del resto dal celebre giudizio di uno Chabod non certo preoccupato di fornire precedenti storici alla Democrazia Cristiana,64* si deve precisare che nella guerra i cattolici, la Chiesa, il clero, sentirono anch'essi, non meno di altre forze storiche della società italiana, l'emergenza dell'ora e la necessità di chiarire la propria identità. Il conflitto fu l'occasione per interrogarsi sul contributo specifico che avrebbero potuto dare di fronte ai problemi complessivi del paese che la guerra evidenziava in modo crescente.
Accanto alle indagini sul clero e sulla Chiesa, colti nel loro ruolo a mezzo tra diversi ambienti e tra contrastanti orientamenti della società
6i) cfr. L. VANZETTO, Contadini e grande guerra in aree campione del Veneto (J910-1922), in Operai e contadini... cit, pp. 72-103.
62) JEMOLO, Chiesa e Stato in Italia dalla unificazione... cit., p. 177.
63) MONTICONE, Il movimento cattotico... cit., p. 954.
64) cfr. F. CHABOD, L'Italia contemporanea (1918-1948), Torino, 1961, p. 43.