Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918; MOVIMENTO CATTOLICO ITALIA 1915-1918
anno <1986>   pagina <333>
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/ cattolici nella prima guerra mondiale 333
È bene ricordare che simile documentazione popolare non deve però essere considerata come qualcosa di assolutamente naturale e sorgivo del pensiero e dell'esperienza dei testimoni, ma come il risultato dell'interrela­zione e del sovrapporsi di immagini e modelli culturali appartenenti spesso alle classi o figure sociali egemoni. Le testimonianze popolari raccolte nel­l'ambito di queste ricerche a mio avviso non esprimono solo o tanto un'alternativa alla storia dei ceti dirigenti e del potere, ma costituiscono un completamento pur essenziale di quella storia ufficiale cui talora intendono contrapporsi. Isnenghi ha giustamente stigmatizzato l'atteggiamen­to di coloro che guardano a queste raccolte di testimonianze dal basso come se assistessero finalmente all'*Epifanìa del Vero,7") alla manifestazione della storia autentica , a lungo celata dalla falsa storiografia dei potenti. Se le espressioni di cultura popolare non vengono private delle loro mesco­lanze e connessioni con le altre culture presenti nella società è possibile invece utilizzare al meglio questo materiale. È il problema insomma di tracciare una storia delle classi popolari che non le isoli arbitrariamente da una più ampia storia della società.
Il valore del reperimento di questi materiali popolari è in ogni caso indiscutibile per lo studioso della Grande guerra, che potrà eventualmente operare da sé quel discernimento critico di cui talvolta lamenta l'insuffi­cienza all'origine. C'è quindi da augurarsi che questo tipo di ricerche continui a presentare nuovi spaccati di vita sociale dei fanti-contadini o dei loro familiari, del prigioniero di guerra o della contadina divenuta operaia in un'industria bellica. D'altra parte la fortunata utilizzazione di fonti dirette sui ceti popolari da parte di ricercatori capaci di inserirle in un più arti­colato quadro di storia sociale ne ha riconfermato l'importanza come fonte determinante per la conoscenza delle masse popolari. È il caso di un recente volume miscellaneo sui profughi trentini in Austria, 71> che sulla base di una documentazione molto varia riesce a presentare con estrema fedeltà la storia dei circa 75.000 trentini spostati in Austria, Moravia e Boemia all'inizio della guerra. Le dure vicende di questi italiani sudditi dell'impero, per lo più poveri contadini, cui finora gli studi sulla guerra avevano dedicato solo cenni di massima o un'attenzione limitata ad alcuni momenti della loro odissea,72) vengono descritte con precisione e non senza tener presente la particolare organizzazione socio-religiosa che, pur nella deportazione, con­tinuò a caratterizzare il rapporto organico dei profughi con la Chiesa e il
esempio delle più recenti ricerche sulle testimonianze popolari del periodo della Grande guerra. c
70) Cosi la nota di MARIO ISNENGHI di Presentazione a Era come a mietere... cit. alla nota precedente, pp. pc-xiv.
71) D. LEONI - C. ZADRÀ, Le città di legno. Profughi trentini in Austria {1915-18), Trento, 1981.
72) Stille vicende dei trentini durante la guerra sono da citare, tra i più significativi contributi nei quali si affrontano le vicende della deportazione in Austria, l'intervento di Gwuo TOMASINI in Benedetto XV, i cattolici... cit,, pp. 224-237; U. CORSINI, Le minoranze italiane nell'Impero Austro-Ungarico, in Da Caporetto a Vittorio Veneto, Trento, 1970; M. GARBARI, Esodo volontario e coatto dei Trentini durante la prima guerra mondiale, in La prima guerra mondiale e il Trentino, Rovereto, 1980.