Rassegna storica del Risorgimento
ALBANI FELICE CARTE; ALBINI(FAMIGLIA) CARTE; ANNARATONE ANGELO
anno
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1986
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pagina
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335
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
I FONDI ARCHIVISTICI DEL MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
L: Carte Rattazzi
Nel luglio del 1982 il conte Urbano Rattazzi ha donato al Museo le carte di famiglia in suo possesso. Chi conosce le ricerche che conducono, da anni, gli storici per reperire questo archivio, può immaginare con quale entusiasmo il prof. Ghisalberti abbia accolto il regalo tanto inaspettato quanto prezioso.
10 sono sempre convinta che le carte del ministro Rattazzi siano in Spagna dove deve averle portate Maria de Solms quando assunse il suo ultimo cognome de Rute, ma per ora accontentiamoci di descrivere questa parte dell'archivio che contiene parecchie lettere di Urbano Rattazzi che aumenteranno quella raccolta che Carlo Pischedda sta preparando da anni per la nostra Biblioteca scientifica.
11 nucleo più importante è costituito dalle 47 lettere al suo fedelissimo Cirillo Monzani (1861-1873) accompagnate dalle 89 che, tra il 1863 e il 1873, gli giunsero dallo stesso corrispondente. Le prime furono restituite ai Rattazzi dagli eredi. Monzani coltivava un rapporto stretto con la famiglia Rattazzi. Egli scrive, infatti, al fratello di Urbano, Giacomo, al nipote Urbano e a Vincenzo Capriolo.
Le altre lettere del Ministro sono indirizzate al nipote Urbano (31 fra il 1868 e il 1873), alla madre (1 del 1868), al fratello Giacomo (7 fra il 1846 e il 1873), alla moglie (1 senza data), a Vincenzo Capriolo (.1 del 1867).
Una lettera di Quintino Sella del 1872 sul canale Cavour e 2 di Luigi Federico Menabrea del 1867, nella sua qualità di Primo Aiutante di Campo del Re, completano la corrispondenza.
Da aggiungere una pratica, che si concluderà alla fine del secolo, fra il comune di Masio e la famiglia per una Messa istituita dagli antenati. E ancora il diploma di laurea del 1820 e pochissimo sulla attività forense.
Citiamo qui una lettera di Alessandro Luzio a Giacomo Rattazzi, giovane figlio del senatore Urbano, del 22 dicembre 1925, nella quale lo storico della Massoneria ribadisce le ragioni che lo convincono ad annoverare il Presidente del Consiglio fra gli aderenti al Grande Oriente.
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Il Ministro, dicevamo. Ma la parte più. ricca del dono non riguarda lo zio, ma il nipote, quello che, per distinguerlo, veniva chiamato Urbanino. Non è facile, infatti, districarsi nella famiglia, dove si ripetono gli stessi nomi Urbano e Giacomo. Alle carte è accluso, per fortuna, un albero genealogico.
La carriera di Urbano Rattazzi ha inizio nell'amm inistrazione della Rea!