Rassegna storica del Risorgimento
ALBANI FELICE CARTE; ALBINI(FAMIGLIA) CARTE; ANNARATONE ANGELO
anno
<
1986
>
pagina
<
337
>
Carte Rattazzi
337
dare da Ferruccio Macola con 60 lettere (1894-1903), che sono più interessanti anche per le 26 risposte, restituite dagli eredi. L'appoggio a Rudinì è il leit-motiv della corrispondenza, ma Urbano difende anche Luigi Luzzatti, scrivendo a Macola il 17 luglio 1896: I risentimenti personali non debbono mai influire sulle decisioni degli uomini seri, specialmente per ciò che riguarda l'indirizzo della cosa pubblica, e chi si lascia annebbiare l'intelligenza da queste passioni egoistiche, si logora in brevissimo tempo, inviso a Dio e al Diavolo, quando pure avesse il genio di Cavour o la facondia di Gladstone .
Sono interessanti le lettere di Matilde Serao (1894-1896), di Luigi Arnaldo Vassallo (1884-1903), di Luigi Roux (1894-1900, con originali di articoli su Ponzio Vaglia), di Adolfo Rossi che vorrebbe accompagnare il duca degli Abruzzi nelle esplorazioni. Ed ancora, in ordine alfabetico, Narciso Borgognoni, Averardo Borsi, Costanzo Chauvet (due sole lettere!), Mario Fantozzi, Leone Fortis, Giacomo Gobbi Belcredi, Ugo Pesci, Franz Savoia di Cangiano. Da sottolineare un giudizio di Luigi Bignami, direttore de La Perseveranza, che definisce così Rattazzi nel 1910: Io so il suo spirito proFondamente progressivo e la sua esperienza fortemente conservatrice .
Dimenticavo di dire che Crispi nel 1882 consegna a Rattazzi, che acclude ricevuta, un plico chiuso di Oblieght da riconsegnare solo con l'autorizzazione di Crispi stesso.
Veniamo ora alla corrispondenza più importante, a cominciare dalle 29 lettere di Camillo Barrère tra il 1899 e il 1908. Indicano grande intimità, ma non forniscono indicazioni politiche valide. I frequenti colloqui ci hanno privato di testimonianze scritte. La stessa cosa avviene per un presidente del Consiglio assai caro come dicevo a Rattazzi: Antonio Starrabba, marchese di Rudinì. Le 77 lettere conservate nell'archivio (1894-1897) sono brevi e, quasi sempre, fissano appuntamenti, ad eccezione di alcune scritte da fuori Roma. In una del 6 marzo 1896, al momento di assumere la presidenza, lamenta che l'amico di Rattazzi, Karl von Engelbrecht, mandi informazioni sulla Germania senza pensare che ì telegrammi sono ancora letti da Crispi . I rapporti con la Germania sono l'argomento delle 10 lettere dell'Engelbrecht a Rattazzi del 1895-1896.
Tra i ministri del governo Rudinì ricordiamo Benedetto Brin (3 lettere 1895-96), Felice Napoleone Canevaro (2 lettere del 1898) e Achille Afan de Rivera che il 24 maggio 1898 addossa a Emilio Visconti Venosta la responsabilità della crisi. La situazione politica piemontese è descritta da Vittorio Sacchi in due lettere del 1897.
Veniamo ora a Gioiitti. Le 77 sue lettere a Rattazzi fra il 1893 e il 1911 sono assai importanti, soprattutto quelle lunghe scritte durante i frequenti soggiorni fuori Roma del presidente del Consiglio. Egli passa spesso a Rattazzi, perché provveda, lettere che gli giungono da altri corrispondenti. Ricordiamo quella di Giosuè Borsi, che diede aiuto dopo la morte del padre; egli appare a Giolitti giovane molto valente . A testimonianza di un rapporto non formale restano le lettere scrìtte a Giacomo Rattazzi nel 1912-1913 e il telegramma di condoglianze.
Bardonccchia, 4 agosto 1911
Non trovo parole per esprimere il dolore che provo per la perdita dell'amico carissimo che mi fu sempre di conforto nelle ore più difficili. La sua perdita è di grave