Rassegna storica del Risorgimento

ALBANI FELICE CARTE; ALBINI(FAMIGLIA) CARTE; ANNARATONE ANGELO
anno <1986>   pagina <340>
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Libri e periodici
spingere alla collaborazione nella Revue internatìonale, periodico culturale e politico, un uomo simbolo. Quintino Sella.
VINCENZO G. PACIFICI
ALBERTO FORNI. La qtiestione di Roma medievale. Una polemica tra Gregorovius e Reumont (Studi Storici, 150-151); Roma. Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 1985, in 8. pp. vtu-152. S.p.
È possibile scrivere una storia municipale di Roma medievale che tenga in conto, nello sviluppo delle strutture istituzionali, di tutti gli aspetti socio-politico-culturali di un'epoca, senza divenire al contempo la storia delle potestà universalmente concepite di papato e impero? All'impresa di redigere una storia di Roma cosi concepita si accinsero, nella seconda metà del secolo XIX, Ferdinand Gregorovius e Alfred von Reumont. Le difficoltà incontrate nel narrare le vicende di una città bifronte, municipale e universale, l'influenza esercitata dagli avvenimenti coevi sulla struttura delle opere stesse, nonché la polemica ad esse conseguente, rappresentano il fulcro del volume di Alberto Forai, inteso ad analiz­zare il confronto-scontro tra i due storici tedeschi dalle personalità assai contrastanti.
Differenze etniche, religiose, culturali, generazionali dividevano Reumont e Grego­rovius, che potevano vantare un solo collegamento ideale: l'appartenenza alla grande storiografia romantica della dotta Germania . Il primo, renano era nato a Aachen nel 1808 cattolico-riformista, conservatore, allievo dello Schlosser a Heidelberg, dal 1829 fu tra Firenze, Roma e Berlino in missioni diplomatiche come consigliere d'ambasciata; negli anni venti, a Firenze, l'incontro con il Ranke impresse un'orma indelebile nella sua formazione. Autore di innumerevoli opere di varia tematica (che il Forni esamina nel corso della trattazione), sempre a Firenze nel 1842 fu tra i fondatori dellMrc/wvfo Storico Italiano e, attraverso questa rivista, aprì l'Italia alla conoscenza della storiografìa tedesca, recensendo tutti i lavori usciti in Germania sulla storia della penisola.
Il Gregorovius, prussiano dell'est era nato a Neidenburg nel 1821 protestante, collegato nel 1848 con i circoli liberali dell'Università di Konigsberg e influenzato dalle lezioni di Karl Rosenkranz, venne a Roma a ventiquattro anni per ricercare nei documenti e nei monumenti l'ispirazione per le sue opere più impegnate. Poeta, scrittore, saggista espresse lungo tutto l'arco della sua vita le proprie riflessioni in lettere, ricordi di viaggi e soprattutto negli articoli svM'Augsburger Allgemeine Zeitung. Il Forni richiama l'attenzione sul fatto che l'attività pubblicistica dei due storici riflette il loro pensiero nei confronti dello Stato pontificio, evidenziandone le divergenze sull'inìzio, sulla finalità, sullo sviluppo: divergenze che si concretizzeranno nella stesura delle opere.
In realtà, un tentativo di scrivere una storia di Roma non coincidente con quella del papato e dell'impero era stato fatto nella prima metà dell'Ottocento, come ricorda il Forni, da un altro storico tedesco: Felix Papencordt. La sua Geschichte der Stadt Rom in Mittelalter, incompiuta per l'immatura morte dell'autore, ma in parte completata e pub­blicata postuma nel 1855 da Constantin Hofler, era risultata una narrazione eminentemente politica. Un ulteriore tentativo di enucleare una storia della città, in cui le vicende del papato e dell'impero facessero da sfondo, fu dunque quello portato avanti dai due storici, oggetto della disamina del Forni.
Ma se l'impero -sottolinea l'Autore può essere in parte enucleato dalle cose romane, l'impresa è più difficile per il papato. Ne consegue che, per raggiungere lo scopo prefìsso con la penuria delle fonti municipali, gli autori in questione indulsero a un racconto talvolta suffragato dall'immaginazione, nonché ad indagini sull'arte, sulla lettera­tura, sulle questioni del contado e dei comuni limitrofi: si aggiunga la difficoltà di reperire i documenti d'archivio e lo stato precario delle biblioteche del tempo.
Il Gregorovius iniziò il lavoro nel 1855. suggestionato ** come egli stesso narra dalla visione contrastante, sul ponte Cestio, della Roma classica e delle casette medievali