Rassegna storica del Risorgimento
1820 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SPINELLI BARILE DI CARIATI G
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GIUSEPPE PALADINO
del nuovo stato di cose, Ma egli, ohe, come si sa da altro luogo (l), non confondeva i liberali moderati napoletani coi carbonari, e non si dissimulava le gravi difficoltà diplomatiche e finanziarie, che si opponevano all'intervento, si guardò bene dal romperla immediatamente col governo costituzionale, cosa che sarebbe successa, se avesse subito congedato il Cariati, e gli porse ascolto cercando di guadagnar tempo. Il pretesto che la lettera portata dall'inviato napoletano era stata scritta dal Principe Ereditario e non dal re legittimo servì a meraviglia al Cancelliere per raggiungere il suo scopo. Consigliando l'imperatore a rifiutarsi di ricevere il Cariati per un motivo formale, egli nulla compromise, né fece alcun passo a favore o contro il governo napoletano. D'altra parte il Cariati, vedendo che il Mettermeli lo aveva lasciato dire, e che aveva ascoltate le sue giustificazioni senza nulla obiettare, si formò un concetto forse troppo ottimistico del contegno, che il governo austriaco avrebbe tenuto verso quello di Napoli, e, ritornato in patria, manifestò le sue impressioni col dire che dipendeva dai Napoletani il saper conservare o il perdere la libertà, che avevano conquistata (2). Ma intanto l'Austria, assicuratasi della Eussia ed eliminate le altre difficoltà, metteva da parte ogni incertezza ed assumeva un atteggiamento decisamente contrario ai costituzionali, impedendo al duca di Gallo, che essi avevano inviato al posto del principe Enfio, di giungere a Vienna.
G. PALADINO.
(1). Lettera del ÌL allo Stadion, 10 marzo 1821. Htémoires, HI, 487-88. (2). GERVUTOS, loo. ci*.
(3). Memorie del duca di Gatto, loo. cit.