Rassegna storica del Risorgimento
ALBANI FELICE CARTE; ALBINI(FAMIGLIA) CARTE; ANNARATONE ANGELO
anno
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1986
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pagina
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343
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Libri e periodici
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metodologici, un contributo allo studio dell'area rurale circostante Roma, area finora oggetto di limitate indagini ed invita e stimola a ricerche su altre categorie e su altri settori operanti e presentì sullo stesso territorio.
La conclusione di Rossi si apre con un interrogativo sulla funzione di Roma, cui è data una risposta negativa (la centralità è stata certamente una centralità formale). E questo un nodo, ancora oggi solido e vincolante, un nodo che condiziona e che avvilisce e sul quale ha lasciato pagine, al solito, dense di riflessioni, Alberto Aquarone, indimenticabile nel nostro animo e nella nostra mente.3)
VINCENZO G. PACIFICI
ORIETTA ALTIERI, La comunità ebraica di Gorizia: caratteristiche demografiche, economiche e sociali (1778-1900) (.Civiltà del Risorgimento, 26); Udine, Del Bianco, 1985, in 8, pp. 251. L. 20.000.
Orietta Altieri illustra, mediante un'accurata ricerca, basata sull'analisi dei registri dello stato civile della Comunità israelitica goriziana e dei censimenti, effettuati dalle autorità asburgiche nel corso del XIX secolo (1830-51, 1857, 1869, 1880, 1900), gli aspetti socioeconomici e demografici della Comunità, nel periodo compreso tra il 1778 e il 1900. Ne scaturisce un quadro minuzioso e preciso delle condizioni dell'intera città di Gorizia e della Comunità ebraica colà insediata sin dalla fine del XVI secolo. Sembra, infatti, che, in quegli anni, alcune famiglie ebraiche vivessero già nella contrada Cocevia, alle pendici del Castello.
Orietta Altieri inizia lo studio dagli ultimi anni del regno di Maria Teresa, quando, con l'introduzione della gelsicoltura e dei setifìci, quelle terre conoscono un ulteriore sviluppo economico e demografico, già registrato al principio del secolo grazie all'incremento dell'industria e del commercio dovuto sia alla nascita del porto franco di Trieste, sia alla costruzione di nuove strade.
L'autrice, prima ancora di illustrare in modo particolareggiato gli anni, oggetto della sua indagine, ci fornisce notizie veramente interessanti sulla Comunità goriziana che è sottoposta a persecuzioni, vessazioni sin dalla fine del '600, quando l'imperatore Leopoldo 1 ne ordina il trasferimento nel Ghetto, La sorte della Comunità ebraica non è diversa dalle altre comunità sottoposte alla monarchia asburgica e non possiamo fare a meno di riferirci all'espulsione degli Israeliti da Vienna e dalle regioni della Bassa Austria. Comunque si tratta dì provvedimenti successivi a quelli presi da papa Paolo IV con la bolla pontificia Cum nimis absurdum.
A Gorizia una serie di provvedimenti fortemente restrittivi vengono adottati nei confronti degli Ebrei, nel quadro di una più generale politica di intolleranza: la sorveglianza dei cancelli del Ghetto da parte di guardie cristiane stipendiate dalla stessa Comunità, il divieto di assoldare personale di servizio cristiano, l'obbligo di assistere alla predica della quaresima e l'imposizione di un segno di riconoscimento sugli abiti, quale marchio di appartenenza ad una razza diversa, discriminata e perseguitata. Oggi, all'indomani dei tremendi avvenimenti che hanno accompagnato la più recente e tormentata storia d'Europa, questo ci appare quale presagio di future e più dure violenze nei confronti della stirpe d'Israele! Alla fine del XVIII secolo, le autorità viennesi adottano un trattamento più tollerante verso gli Ebrei, come dimostra l'atteggiamento dell'imperatore Giuseppe li che, nell'ottobre 1781, emana la Toleranzpatent, colla quale i Luterani, i Calvinisti, gli Ortodossi ed anche gli Ebrei sono sottoposti ad una discriminazione meno rigida nei territori danu-biano-balcanici. Qualche anno più tardi, esattamente nel 1790, Vienna, sempre con la forte
3) A. AQUARONE, Grandi città e aree metropolitane in Italia. Problemi amministrativi e prospettive di riforma, Bologna, 1961.