Rassegna storica del Risorgimento
ALBANI FELICE CARTE; ALBINI(FAMIGLIA) CARTE; ANNARATONE ANGELO
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1986
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Libri e periodici
opposizione del clero locale (basti pensare al caso del vescovo di Gorizia, mons. R. Edling), sancirà, con la Judenordnung, la piena uguaglianza degli Israeliti della contea di Gorizia-Gradiea con gli altri sudditi di Sua Maestà Apostolica. Di conseguenza, le limitazioni ed i divieti nei confronti degli Ebrei goriziani e in generale degli Israeliti dell'intera monarchia, usufruiscono di una certa attenuazione: sono liberi di dedicarsi a qualsiasi tipo di commercio, vengono abrogate m parte quelle disposizioni odiose riguardanti il simbolo di riconoscimento e cade la proibizione di accedere nei locali pubblici. Sono, pure, uniformale te nonne per l'idoneità al servizio militare delle reclute di religione israelita con quelle in vigore per i cattolici. Quest'ultimo provvedimento appare in tutta la sua importanza se, ancora nell'età della Restaurazione, troviamo ordinamenti militari pensiamo al Ducalo di Modena che vietano rigorosamente agli Ebrei di prestare servizio militare. Occorrerà, comunque, che trascorra un lungo lasso di tempo perché gli Israeliti raggiungano la completa emancipazione, anche se le prevenzioni, gli odi, l'antiseinitismo costituiranno una piaga diffìcile a rimarginarsi sia nella società asburgica, sia nelle società dell'Europa intera. L'indagine dell'autrice, tuttavia, fa notare che le vessazioni, le limitazioni imposte agli Ebrei non impediscono alla Comunità di svilupparsi economicamente e, al tempo stesso, di procurare lavoro e sostentamento a molti concittadini cristiani, anche se la Comunità di Gorizia è numericamente assai limitata: infatti, di fronte ad una popolazione complessiva dì circa 20.000 unità, gii Ebrei, secondo i dati del censimento del 1880, rappresentano 1*1,22 della popolazione. I membri della Comunità riescono, però, dedicandosi essenzialmente ad attività economiche, a fare di Gorizia, piccolo centro posto nel basso corso del fiume Isonzo, un prospero centro economico grazie anche alla favorevole situazione creala dalla illuminata polìtica di Maria Teresa. Anche la situazione igienico-sanitaria risulta di gran lunga migliore rispetto a quella registrata nell'adiacente parrocchia di S. Ignazio, situata in prossimità del Ghetto; lo stesso può dirsi del grado di istruzione degli israeliti rispetto alla maggioranza cattolica. Le attività commerciali svolte e l'obbligatorietà dello studio della Toràh, fin dalla giovane età, sono le cause determinanti che portano alla scomparsa della grave piaga dell'analfabetismo. La studiosa rileva, altresì, come gli Ebrei tendano a mantenere una struttura basata essenzialmente sulla famiglia, considerata da sempre, durante la Diaspora, quale nucleo fondamentale per la conservazione della tradizione, delia cultura e della religione ebraiche e quindi ad unirsi in matrimonio in giovane età, in ossequio al precetto di Dio che vuole la salvaguardia e la continuità della progenie di Israele. Pertanto il matrimonio e il concepimento sono, per l'Ebreo credente, l'aflermazionc della volontà divina.
Per quanto concerne l'origine e la provenienza dei componenti la Comunità israelitica (l'autrice riporta in appendice l'elenco dei nomi degli Ebrei goriziani per il periodo considerato), notiamo la presenza dì Ebrei sel'arditi ed ashkenaziti con cognomi italiani, tedeschi, siavi ed ungheresi, in quel crogiolo di popoli e di lingue, in quello stratificarsi di etnie le più diverse, tipico in tante terre della monarchia asburgica, che riporta alla mente la città d oro di Praga, con i suoi abitanti di lingua tedesca e ceca, con l'università Carlo (primo studio del Sacro Romano Impero della nazione germanica), università divisa tra corpo tedesco e boemo, con la più numerosa Comunità israelitica. Sono queste caratteristiche proprie della città della Moldava, così come delle terre isontine e giuliane: la confusione etnica e linguistica che farà dire, anni più tardi, al celebre F. Kafka, rispondendo alle domande di un viaggiatore che non riusciva a comprendere bene la sua nazionalità, di essere un ebreo praghese di lingua tedesca e, aggiungiamo noi, con cognome slavo, che in ceco significa cornacchia!
Sul finire del secolo scorso anche gli Ebrei di Gorizia, in seguito ai provvedimenti del 1867, che sanciscono la piena uguaglianza giurìdica, sono coinvolti in quel generale processo di integrazione con la popolazione di maggioranza, di identificazione con la cultura tedesca e, persino, col nazionalismo germanico, atteggiamento tipico di tanti Ebrei austrìaci dell'epoca come S. Freud, G. Mahler, A, Scimi izlcr, V. Adler e allo stesso giovane T. Herzl, padre del sionismo: assimilazione alla società dì maggioranza e al mondo austrìaco, senso di sicurezza e di ottimismo emblematicamente espressi dallo storico ebraico, H. Graetz, quando, nel 1871, a conclusione della sua voluminosa Geschìchte der Juden,