Rassegna storica del Risorgimento
ALBANI FELICE CARTE; ALBINI(FAMIGLIA) CARTE; ANNARATONE ANGELO
anno
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1986
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pagina
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345
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Libri e periodici 345
scrive che il popolo d'Israele ha trovato finalmente giustizia e libertà.
L'immagine dell'avvenuta assimilazione con la società e con i costumi della maggio ranza è testimoniata dal trasferimento di numerosi liberi professionisti, ricchi commercianti ed agiati possidenti, provenienti dal nucleo originario dell'antico Ghetto, verso le zone residenziali abitate dalle benestanti famiglie della borghesia cristiana, quali via del Giardino e corso Francesco Giuseppe. Nel Ghetto rimangono solo gli Ebrei immigrati di recente perché essi trovano ancora eccessive difficoltà all'integrazione con gli abitanti della città. Insieme a questi restano nel Ghetto i piccoli commercianti e gli impiegati della Comunità. Pertanto è evidente la diversa condizione economico-sociale tra coloro che continuano a risiedere nell'antica Judenstadt e coloro che riescono ad imboccare la strada dell'assimilazione. Mi sembra significativo, a tale proposito, riportare quanto scrive la stessa Altieri su questa comunità che in poco più di un secolo, mutò profondamente la sua condizione sociale, passando da un ruolo di minoranza tollerata nell'ambiente cittadino in quanto elemento economico indispensabile, a quello di gruppo perfettamente integrato nella società di maggioranza .
Nel libro della Altieri, pubblicato dall'editore Del Bianco nella prestigiosa collana voluta dai Comitato di Trieste-Gorizia dell'Istituto per la storia del Risorgimento Civiltà del Risorgimento , risalta l'accurata e minuziosa ricerca compiuta dalla studiosa, che con capacità notevole affronta il non sempre facile e, aggiungiamo, arido campo delle percentuali e delle statistiche, fondamentali per uno studio essenzialmente demografico, sociologico ed economico qua! è, appunto, quello considerato. 11 volume contiene, inoltre, numerose tabelle, grafici e dati riguardanti la natalità, la mortalità, i matrimoni e il grado di istruzione della Comunità di Gorizia, confrontati sempre con quelli relativi alla società di maggioranza. Questo ci consente di avere un quadro ben preciso della realtà dell'Ebraismo all'interno della città isontina, punto di incontro e spesso di scontro di tre civiltà: l'italiana, la slava e la tedesca.
ALESSANDRO MANCINI-BARBIERI
EDOARDO BRESSAN, Povertà e assistenza in Lombardia nell'età napoleonica (Economia e e società in Lombardia dall'età delle riforme alla grande crisi, 2); Bari, Cariplo-Laterza, 1985, in 8, pp. ix-339. S.p.
11 volume di Edoardo Bressan, che si avvale della prefazione di Giorgio Rumi, costituisce un Importante contributo per la ricostruzione del dibattito sul pauperismo e le strutture assistenziali a Milano e in Lombardia negli anni che vanno dalla proclamazione della Repubblica Cisalpina alla prima Restaurazione. La carenza di studi e di ricerche rendeva alquanto problematica una sintesi generale dell'evoluzione delle idee politiche e sociali che fra il 1796 e il 1817 tentarono di riformare l'impianto assistenziale. Di conseguenza, Bressan ha preferito offrire dei materiali di riflessione, dei documenti che, spaziando dalla specifica materia assistenziale alle condizioni di vita dei ceti popolari, potessero offrire un quadro di riferimento abbastanza preciso della svolta che in tema di assistenza rappresentarono gli anni rivoluzionari e napoleonici.
Il lavoro si articola in 9 sezioni documentarie, precedute da una Introduzione (a sua volta divisa in 9 paragrafi) che rappresenta la premessa alle singole parti della raccolta documentaria. Molto sinteticamente diremo che nella prima sezione, Le proposte della Cisalpina, attraverso i rapporti e i verbali delle sedute, l'A, mette in evidenza la volontà di cambiare degli uomini della prima Cisalpina. Anche l'azione riformatrice di Maria Teresa e Giuseppe li, che pure aveva profondamente inciso nell'organizzazione assistenziale milanese, appariva di scarso valore ai patrioti giacobini. Ma, a parte la fraseologia radicale usata nei documenti, scarsa portata ebbero le loro proposte. Di fronte alla rapida successione degli avvenimenti politico-militari e alle prime rivolte per fame delle montagne lombarde