Rassegna storica del Risorgimento
ALBANI FELICE CARTE; ALBINI(FAMIGLIA) CARTE; ANNARATONE ANGELO
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1986
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Libri e periodici
il dibattito si orienterà sempre più in senso moderato, senza realizzare modifiche concrete sul piano assistenziale. Un più incisivo intervento si ebbe nel campo dell'organizzazione amministrativa degli enti assistenziali dove venne riaffermato il controllo pubblico dei patrimoni degli enti, già decretato nel periodo delle riforme. Secondo Bressan la creazione di una nuova legalità borghese rappresentò il contributo più rilevante della Cisalpina ad una riforma dell'assistenza, i cui risultati si vedranno in seguito . I due documenti riprodotti nella seconda parte, Le viste della polizia: ordine pubblico e pauperismo, illustrano i provvedimenti del governo finalizzati al controllo della vita sociale, condizione questa indispensabile per il conseguimento di una stabilità politica, a sua volta determinante a dare effettiva consistenza all'organismo statale. Ma il peggioramento di vita delle classi popolari rendeva difficile il raggiungimento di risultati soddisfacenti e né la riorganizzazione della polizia, con la creazione di un corpo di gendarmeria, né i rimedi proposti, sicuramente non nuovi, ma inquadrati in un'azione organica e coordinata dall'amministrazione statale, riuscirono a risolvere il problema della criminalità connesso alla mendicità e al vagabondaggio. Accanto alla repressione si sviluppò l'altra azione volta alla conoscenza dei sudditi. Nella terza, / nostri ronchi, le nostre vigne: l'immagine di una repubblica, e nella quarta, Milano capitale, attraverso alcune pagine delle inchieste condotte dal Cuoco sul Dipartimento dell'Agogna, da M. Gioia sul Dipartimento di Olona e le Osservazioni sul Dipartimento del Serio redatte da Giovanni Maironi Da Ponte, viene offerta un'immagine rappresentativa della realtà sociale e politica del paese. Da queste inchieste, soprattutto da quella del Gioia, emerge come il problema più drammatico della pubblica assistenza fosse quello dell'infanzia abbandonata. L'aumento dell'esposizione infantile a partire dagli anni '90 del Settecento viene messo in relazione sia ad un inizio di modernizzazione dell'economia lombarda, sia ad un peggioramento delle condizioni di vita dei ceti popolari, aggravate sensibilmente dai disordini e dalle requisizioni delle guerre napoleoniche. In questo caso il governo non si limitò ad inviare Quesiti agli amministratori delle case degli esposti o degli orfanotrofi (riprodotti nella quinta sezione, Orfani ed esposti, gli innocenti che la miseria condanna alla morte ) ma riuscì ad introdurre una prima regolamentazione del fenomeno garantendo almeno la tutela giuridica dell'esposto . Nella sesta e nella settima parte della raccolta documentaria. Le valli dell'insurrezione, Inopia e fame, dai specifici provvedimenti in materia assistenziale, si passa ad esaminare alcuni aspetti delle condizioni di vita dei ceti popolari. Dai rapporti dei prefetti alla direzione generale di Polizia si delinea il quadro di una sollevazione fomentata anche da agenti esterni ma riconducibile principalmente a fattori economici e al brusco mutamento della realtà politica provocato dai francesi. La decadenza dell'industria, aggravata dal blocco continentale, il susseguirsi dei cattivi raccolti provocarono un vero tracollo della vita economica e sociale. La massa degli indigenti da soccorrere divenne sempre più numerosa mentre le risposte della classe dirigente napoleonica saranno sempre più subordinate alle esigenze politico-militari. Diverso sarà l'atteggiamento del governo austriaco di fronte alla carestia del 1815-1817, allorché, in una prospettiva di pace e di continuità istituzionale impensabili nel periodo napoleonico , saranno attuati interventi di più ampio respiro secondo due direttrici che prevedevano da una parte un'organizzazione straordinaria, ma più razionalmente gestita, del soccorso elemosiniero e dall'altra l'avvio di imponenti lavori pubblici.
Ad alcuni aspetti del dibattito che si sviluppò sul pauperismo e l'assistenza nell'età della Restaurazione sono dedicate le ultime due sezioni del volume. Nell'ottava, La scienza economica e la miseria del popolo, l'A. riproduce uno scritto di M. Gioia, sostanzialmente aderente alle tematiche liberiste e condizionato dalle tesi maltusiane, nella nona ed ultima parte, La risposta della beneficenza, viene presentato il testo del medico marchigiano Giuseppe Casagrande che, sotto forma di dialogo fra l'autore e un povero padre di famiglia affamata , offre un esempio sintomatico di come si tentasse di addossare la erisi a chi ne era, in realtà, una vittima. Le ultime pagine dell'antologia sono dell'intellettuale mantovano Camillo Renati, Cenni sopra alarne massime di pubblica beneficenza, e rappresentano, secondo l'A., il punto di arrivo di una ventennale politica in materia assistenziale . Esse riassumono il tema del lavoro di Bressan che vede nelle realizzazioni degli anni della Restaurazione il logico risultato delle teorie assistenziali dell'età rivoluzio-