Rassegna storica del Risorgimento
ALBANI FELICE CARTE; ALBINI(FAMIGLIA) CARTE; ANNARATONE ANGELO
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1986
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Libri e periodici
dilazione di 146 tra i suoi esponenti grandi, piccoli, e qualcuno addirittura minimo, un campione selezionato in base ai criteri (ed alle eventuali correzioni operate sugli stessi) puntualmente esposti da Lovett nella Introduzione e tutti più o meno discutibili, dal momento che la principale preoccupazione dell'A. non è quella di cogliere il fenomeno della democrazia italiana in quelli che sono anche i suoi squilibri regionali (maggiore concentrazione in alcuni Stati, minore in altri, egemonia sul piano teorico e pratico degli elementi di origine settentrionale) e di trarne quindi le dovute conseguenze, ma quella di dosare la provenienza dei personaggi prescelti in ragione della popolazione dei singoli Stati: con il risultato che il Regno delle Due Sicilie si prende da solo più di un quarto dell'inetro campione (42 su 146), mentre territori politicamente più all'avanguardia, come i ducati dell'Italia centrale, figurano con soli 5 esponenti.
Questo tuttavia sarebbe il meno; in realtà le osservazioni che si possono muovete a questa ricerca, per alcuni aspetti interessante e senz'altro nuova nonché tutt'altro che infondata nei suoi assunti iniziali, sono diverse, e tutte a mio parere di una certa consistenza. Sul piano del metodo si deve intanto rilevare come l'applicazione di strumenti di ricerca tipici della sociologia, se può essere fruttuosa per collettività caratterizzate da un forte grado di omogeneità culturale, linguistica, economica, spirituale, ideologica, finisca invece per rivelarsi insufficiente quando ci si trovi di fronte a realtà molto differenziate e frammentate, al punto che gli interventi correttivi sul campione messi in atto dal ricercatore non bastano a compensare i dislivelli di partenza e anzi modificano arbitrariamente il quadro generale, dandone un'immagine falsata e non corrispondente al reale. Inoltre i dati su cui si articoleranno le rilevazioni concernenti i vari personaggi in esame (dati biografici quali l'origine sociale, gli studi compiuti, la consistenza patrimoniale, ecc.) sono utilizzabili solo a patto che diano una certa affidabilità, cosa che per molti democratici del primo ventennio dell'Ottocento quasi mai si verifica.
A tal proposito spero di essere scusato se accenno all'esperienza da me fatta come compilatore di voci per il Dizionario Biografico degli Italiani, opera alla quale da qualche anno collaboro proprio per il settore dei democratici: nella maggior parte dei casi da me studiati le notizie disponibili sul personaggio da biografare provengono tutte da un'unica fonte, difficile da controllare e ripresa acriticamente da altri, e si presentano come molto vaghe ed approssimative, al punto che la qualifica di possidente sovente attribuita al padre del biografato copre una gamma assai vasta di interpretazioni tutte più o meno plausibili, dal contadino che ha un piccolo pezzo di terra appena sufficiente a sfamare sé e la sua famiglia, al grande proprietario fondiario. Sul versante opposto, se si presumono condizioni familiari non felicissime, si ricorre all'espressione di umile origine , che di rado chiarisce qualcosa. La stessa indeterminatezza è facile riscontrarla circa la formazione culturale, l'apprendistato politico, l'esordio nella cospirazione patriottica: molti personaggi praticamente non esistono fino a quando non entrano in qualche nota di polizia (cosa che fanno il possibile per evitare) o in quell'ottimo archivio di affiliati che è il Protocollo detta Giovine Italia', se vengon meno queste fonti contraddistinte da un certo grado di sicurezza, allora è facile cadere nella biografia celebrativa scritta in genere fra fine Ottocento e primi Novecento dove si può raccontare di tutto, nel più assoluto disprezzo di ogni scrupolo filologico. Il caso, analizzato da Caddeo, dell'opuscolo su Luigi Dottesio attribuito ad Alessandro Repetti,3) può essere considerato esemplare del modo con cui venivano operate certe deformazioni; e non si può dire che fosse un caso limite, tutt'altro.
Alcuni esponenti non del tutto secondari della democrazia lombarda da me studiati di recente, come Francesco Daverio e Gino Daelli, presentano nella loro esistenza fino al 1848 vaste zone d'ombra che costringono il biografo ad arrampicarsi sugli specchi, solitamente scivolosi, delle dicerie di qualche contemporaneo o del ricordi tardivi di qualche compagno di lotta. Anche più complessa risulta la conoscenza di taluni rappresentanti
3) RINALDO CADDEO, La Tipografia Elvetica di Capotago. Uomini, vicende, tempi, Milano, Alpes, 1931, pp. 4-9. L'opuscolo su Dottesio attribuito a Repetti era in realtà opera di Giorgio Molli.