Rassegna storica del Risorgimento

ALBANI FELICE CARTE; ALBINI(FAMIGLIA) CARTE; ANNARATONE ANGELO
anno <1986>   pagina <358>
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Libri e periodici
nazione della Deputazione, i Monumenta Historiae Patriae, si intravede la presenza dei berlinesi Monumenta Germaniae Historìca. J. F. Bohmer, direttore degli archivi di Franco­forte ed una delle guide della Gesellschaft lur altere deutsche Geschichtskunde, proponeva nel 1834 ai colleghi torinesi di fondare una rivista storica italo-tedesca. L'Institut Historique, prima società storica francese di ampio respiro, annoverava tra i soci corrispondenti stranieri Luigi Cibrario, Federico Sclopis, Cesare Saluzzo, Costanzo Gazzera.
Se a Carlo Alberto ed ai suoi consiglieri davano fastidio le iniziative autonome, l'obiettivo degli intellettuali riuniti attorno a Prospero Balbo era, all'opposto, quello di trasformare la Deputazione in un organismo permanente di promozione della ricerca storica a livello nazionale ed europeo. I viaggi compiuti in Austria, Svizzera, Germania, Francia e Lombardo-Veneto da alcuni suoi membri (Luigi Cibrario, Domenico Promis) permisero di raccogliere notìzie sull'organizzazione del patrimonio culturale di quei paesi e di stabilire rapporti di lavoro con istituti stranieri. Lo scopo fondamentale di queste ricognizioni, seguite attentamente da Carlo Alberto, che mobilitò l'apparato ministeriale per facilitare l'opera dei ricercatori, restava comunque quello di raccogliere documenti per servire alla storia della Real Casa di Savoia . È significativo il fatto che Vienna frapponesse ostacoli di carattere politico all'accesso degli storici piemontesi nei principali archivi asburgici. Già negli anni Trenta il governo imperiale valutava negativamente la presenza di un compatto Stato italiano ai suoi confini sud-occidentali e boicottava, perciò, qualsiasi iniziativa che potesse favorire il giovane ed irrequieto re di Sardegna.
La creazione, nel 1846, della cattedra di Storia militare d'Italia, poi ribattezzata Storia moderna, presso l'Università di Torino costituì infine lo sbocco istituzionale a quella rinascita degli studi storici che il Piemonte aveva conosciuto. L'insegnamento venne affidato al giovane Ercole Ricotti, vincitore del Concorso storico del 1836 con una Storia delle compagnie di ventura, e destinato a diventare in seguito presidente dell'Accademia delle Scienze, della Deputazione e rettore dell'Università stessa. Faceva così la sua comparsa una inedita figura, quella dello storico di mestiere, che veniva a soppiantare quella del­l'avvocato, del giudice o del funzionario ministeriale appassionato di storia. 11 tutto si inseriva nella più generale riforma dell'istruzione superiore attuata tra il 1845 ed il 1848, dopo anni di gestione ultraconservatrice da parte dei Gesuiti. L'Università rinnovata, liberata dal rigido controllo della destra clericale, aperta successivamente al contributo degli esuli liberali provenienti dal Regno di Napoli, diverrà il centro motore della Torino colta, sostituendosi alla vecchia Accademia delle Scienze.
Il denso studio di Romagnani si arresta alle soglie del 1848, quando la maggioranza degli storici fu chiamata ad incarichi di governo. Dopo la sconfitta di Novara, il gruppo di intellettuali che aveva dato il tono alla vita culturale piemontese durante il regno di Carlo Alberto entrò in crisi. La prematura scomparsa di Cesare Balbo, nel 1853, stava quasi a simboleggiare il fallimento di un disegno politico di respiro nazionale, che troppo aveva confidato nella guida di Carlo Alberto e nell'appoggio di Pio IX. Tuttavia il lavoro di raccolta di documenti, di ricerca, di impostazione di alcuni grandi problemi avviato negli anni Trenta e Quaranta dagli storici riuniti attorno all'Accademia e alla Deputazione si sarebbe rivelato essenziale per il successivo sviluppo della storiografia nazionale.
FILIPPO RONCHI
MARGARET FULLBR, Un'americana a Roma: 1847-1849, a cura di ROSELLA MAMOLI ZORZI, traduzione di Rosella Mamoli Zorzi e Cristina Malagutti; Pordenone, Studio Tesi, 1986, in 8, pp. 372-XLVI. L. 14,000.
Dal volume At Home and Abroad, or Things and Thoughts in America and Europe, pubblicato a cura del fratello Arthur a Boston nel 1856, sono tolte le diciassette lettere che compongono questa antologia. Esse coprono il periodo 18 ottobre 1847-6 luglio 1849 e costituiscono l'insieme delle corrispondenze che la Fuller inviò da Roma al New York