Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO ; SICILIA
anno <1921>   pagina <92>
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Parlamento separato, non mirava che ad ottenere un'autonomia giu­diziaria, finanziaria, economica Quando il Collètta giunse nella città ribelle, il momento ora ben grave. La convenzione, conclusa dall'one­sto generale Pepe in base alle istruzioni ricevute dal ministro de­gl'Intorni Giuseppe Zurlo, concedeva il Parlamento separato, purché fosse chiesto a maggioranza di voti dai Siciliani In seguito a ciò le truppe napoletane erano entrate in città, avevano occupato i forti, e la pace sembrava ormai un fatto compiuto. L'annullamento della convenzione, da parte del Governo napoletano, sotto il falso pretesto che il Pepe avesse sorpassato i poteri concessigli, fu un vero tradi­mento, che gettò lo sconforto e la disperazione nell'animo dei Paler­mitani. Lo stesso generale Pepe, sconfessato, con una nobile lettera al Vicario rifiutava la Croce del xeal ordine di- Ferdinando e del merito, che nello stesso tempo gli veniva concessa, e deponeva il comando.
In queste tristi condizioni il Colletta fu mandato in Sicilia, e, nei due mesi circa che vi rimase, dimostrò di possedere l'energia del militare e l'intuito felice dell'uomo di stato. L'opera che evolse è generalmente Conosciuta, perchè più volte esposta dagli storici, e più largamente e serenamente in ultimo da Giuseppe Bianco in un pregevole studio: La Rivoluzione Siciliana del 1820 (1). Non così note sono invece le sue idee, le quali dai documenti, che rias­sumiamo e passiamo in rassegna, ricevono una luce più chiara e simpatica; da essi si rileva che il nostro comprese meglio di tutti il problema della Sicilia, e che l'avrebbe felicemente risolto, se non si fosse incontrato in un Governo di cortissima vista.
Giunto a Palermo preoccupato e pieno di diffidenza, accresciuta sabito in lui dalla Polizia, ohe gli faceva temere prossimo lo scop* pio d'una rivolta, si affrettò a dare le disposizioni necessarie, nel caso che si avverasse, ideando un piano di difesa, n 16 novem­bre negava rinforzi al generale Milano, comandante la 9a Divisione
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