Rassegna storica del Risorgimento

ALBANI FELICE CARTE; ALBINI(FAMIGLIA) CARTE; ANNARATONE ANGELO
anno <1986>   pagina <364>
immagine non disponibile

364 Libri e periodici
nell'euforia per le riforme costituzionali). Dominano la scena monregalese, dunque, tre personalità: Giacomo Durando, uno dei fondatori e poi direttore del quotidiano L'Opinione, autore del libro Della nazionalità italiana, Massimo Corderò di Montezemolo ed il vescovo Giovanni Tommaso Ghilardi. Alleati i primi due, e di tendenze politiche moderate ma nettamente contrarie alle idee neoguelfe, il terzo fiero conservatore che combatterà con vigore il programma di laicizzazione della società e dello Stato perseguito dalla classe dirigente liberale. Lo scontro si svilupperà soprattutto nel settore dell'istruzione e del­l'assistenza.
Emblematica è anche la parabola individuale di Viara, rispecchiata nelle Memorie. Il sacerdote si dimostra, inizialmente, partecipe del movimento che avrebbe portato alla rivoluzione quarantottesca. Ma di fronte al rapido declino del mito neoguelfo, alla fuga di Pio IX, alla proclamazione della Repubblica Romana ed alle prime misture adottate in Piemonte per moderare l'influenza del clero, Viara è indotto gradualmente a ricredersi. Si spegne ogni entusiasmo, viene meno la fiducia nutrita per la libertà di stampa e di espressione. La ripresa delle ostilità nel 1849 non susciterà più in lui alcun moto di partecipazione (giungerà anzi a parlare di farsa del regno d'Italia , p. 93). Prevarranno, invece, l'aspirazione al ripristino dell' ordine e l'esaltazione del vero popolo che a Firenze, in Lombardia, nel Regno di Napoli aveva manifestato il suo attaccamento verso le vecchie dinastie. Esploderà il disprezzo per le forze pur sempre popolari, come quelle garibaldine, che avevano appoggiato i disegni anti-clericali. Garibaldi, nelle Memorie, verrà bollato come terribile capo-assassino (p. 110). Tutta la Valdichiana secondo Viara era sorta a massa contro le sue bande, durante la fuga da Roma (p. Ili); nella città eterna, del resto, la setta mazziniana era caduta a dispetto delle sue spamparate tosto che l'Oudinot f..J ebbe [...] l'ordine di agire sul serio (p. 107).
FILIPPO RONCHI
AGOSTINO GIOVAGNOU, Dalla teologia alla politica. L'itinerario di Carlo Passaglia negli anni di Pio IX e Cavour (Biblioteca di storia contemporanea); Brescia, Morcelliana, 1984, in 8, pp. 225. L. 18.000.
Nella voce della Enciclopedia Cattolica, dedicata a Carlo Passaglia, il padre gesuita (non sfugga il particolare) Celestino Testore, sintetizzando i passaggi essenziali della vita del teologo e scrittore toscano, ha dapprima ricordato che le difficoltà con l'Ordine sorsero a cagione delle sue idee politiche e molte disillusioni . Per il padre Testore fu l'opera, anonima, Pro causa italica ad episcopos catholicos auctore presbitero catholico, pubblicata nel 1861, subito tradotta in italiano ed immediatamente posta ali' Indice con decreto del 9 ottobre dello stesso 1861, a costringerlo alla fuga da Roma, dopo l'infelice conclusione del tentativo condotto con Diomede Pantaleoni. L'intensa attività conciliativa , svolta a Torino, lo portò alla sospensione a divinis e all'abbandono dell'abito ecclesiastico, senza che questa decisione significasse perdita di fede e di morale. Non mancarono però le delusioni e poco prima di morire si pentì dei suoi errori e della sua attività contro l'autorità del Pontefice e ne fece pubblica ritrattazione nelle mani del card, arcivescovo Al innonda, morendo così riconciliato con la Chiesa . t) 11 giudizio di insieme in una fonte così autorevole, composta sotto il pontificato di un uomo, reputato dai più duro e severo, tiene conto dei tempi e del clima in cui Passaglia ha vissuto ed ha operato.
Il volume di Agostino Giovagnoli rappresenta oggi, nella ricchezza del suo tessuto informativo e nella sua capillarità storiografica, un contributo di vivo interesse per la ricostruzione della vita di un religioso, venutosi a trovare a contatto con un Papa, impe-
i) C. TESTONE, v. Passaglia, Carlo, in Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano, voi. IX, 1952, coli. 908-909.