Rassegna storica del Risorgimento

ALBANI FELICE CARTE; ALBINI(FAMIGLIA) CARTE; ANNARATONE ANGELO
anno <1986>   pagina <369>
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Libri e periodici
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della ricerca documentaria, attraverso cui ottenere, nell'auspicabile prospettiva di studi orga­nici, spunti e notizie utili ed interessanti su quei drammatici anni.
VINCENZO G. PACIFICI
FILIPPO SPATAFORA, 11 Comitato d'Azione di Roma dal 1862 al 1867. Memorie, a cura di ANNA MARIA ISASTU, voi. II ( Domus Mazziniana . Collana Scientìfica, 17); Pisa. Nistri-Lischi, 1984, in 8", pp. 627-1224. I due voli. L. 65.000.
stato pubblicato nel 1984, a due anni dal primo, il secondo volume delle Memorie di Filippo Spatafora. attivo esponente democratico romano, emigrato nel '53 e rientrato dopo Aspromonte nella Città eterna, dove fu tra i promotori e dirigenti del Comitato d'Azione.
Nella recensione al primo volume, *) inquadrato da una attenta e convincente intro­duzione della curatrice. Anna Maria Isastia, facemmo notare che la minuziosa narrazione dello Spatafora non mutava il giudizio negativo sull'azione dei democratici a Roma tra Aspromonte e Porta Pia, anche se veniva documentata una attività maggiore di quella rico­nosciuta. L'interesse delle Memorie risiedeva invece, a nostro avviso, nella capacità del­l'Autore di condurci nel retroscena della cospirazione, di mostrarci incomprensioni, gelosie e contrasti tra personaggi e gruppi che avrebbero dovuto collaborare strettamente, di portare alla ribalta la parte sommersa dell'attività settaria, generalmente trascurata.
Lo stesso ci pare di poter dire per la seconda parte delle Memorie che va dal '64 al '67, e si apre con la registrazione delle voci incontrollate su una grave malattia del Pana e sulla sua prossima morte, da cui sono messe in moto le speranze degli unitari con la ripresa di progetti insurrezionali. Con quali mezzi? Il Comitato d'Azione ha 208 fucili con le relative munizioni, 116 bombe, 76 revolver: troppo poco! Soprattutto manca il denaro, anche quello necessario per far trasportare ì fucili sulle barche dalla Sabina al Porto di Ripetta. Capitolo doloroso: invano Spatafora scrive ai suoi corrispondenti, Dolfi, Bruzzesi, Giannelli, prospettando le esigenze di un'organizzazione che non può ridursi a colpi di mano di scarsa efficacia. Evidentemente i mezzi mancano anche a chi invia solo istruzioni e consigli!
Tra i documenti che mostrano nel dettaglio il quotidiano dell'organizzazione cospirativa c'è un resoconto di cassa del maggio '65, con la divisione in squadre degli affiliati, il numero dei contribuenti, le spese per giornali, posta e schede, e la malinconica costatazione della morosità di molti aderenti per disoccupazione, o insufficiente guadagno, o più prosaicamente per indolenza. Altri resoconti del luglio riguardano la vendita di cartelle per fl finanziamento del giornale Roma o Morte, e dì giornali e opuscoli: tra questi la Lettera di Mazzini a Crispi, testimonianza del definitivo distacco dall'Apostolo della Sinistra parlamentare. L'esiguità della stampa democratica introdotta in Roma (nove titoli hi tutto, 117 copie complessive, di cui 72 vendute e 45 riconsegnate) mostra con l'eloquenza delle cifre la debolezza della base su cui contano I democratici e dà ragione della prudenza, che appare rinunzia, dei moderati.
Di questo non si avvedono i pochi più decisi cospiratori, pronti ad ogni sacrificio. È significativo il giudizio di Spatafora su Petroni. Questi per la viva fede che aveva conservato nei suoi ideali; pei rancori che le persecuzioni e 1 tradimenti dei moderati avevano impresso nell'animo suo, non vedeva le cose che sotto un solo aspetto, e vi ragionava sopra con una logica strìngente, la quale però aveva il più delle volte il difetto
i) Rassegna Storica del Risorgimento, a. LXX, n. I. gennaio-marzo 1983, pp. 76 sgg.