Rassegna storica del Risorgimento
ALBANI FELICE CARTE; ALBINI(FAMIGLIA) CARTE; ANNARATONE ANGELO
anno
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1986
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pagina
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371
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Libri e periodici
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Muovendosi lungo il solco dell'interpretazione cattolica tradizionale, Frugiuele dimostra sin dall'inizio di avere idee molto precise riguardo al problema preso in esame e, più in generale, riguardo all'intera storia europea contemporanea.
Così, ad esempio, lo Stato moderno non riesce, pur nella varietà delle sue forme, a realizzare compiutamente quelle libertà che pure vorrebbe porre in essere, tendendo con facilità a degenerare (la repubblica giacobina sfocia nel totalitarismo napoleonico, lo Stato liberale porta al dominio della borghesia e alle degenerazioni di tipo fascista; dello Stato comunista pure si scorgono le degenerazioni totalitarie) (p. 3).
E se, nel complesso, lo Stato moderno ipotizza [...] l'abbattimento della Chiesa (p. 3), quello liberale ottocentesco in particolare perseguendo l'ideale di gestire in ogni suo aspetto la persona umana, assume un atteggiamento di aperta ostilità nei confronti della Chiesa, non tollerando alcuna influenza da parte del magistero ecclesiastico sui propri sudditi. Si arriva così ad una nuova concezione di Stato assoluto (p. 5).
Posizioni nette anche a proposito del processo di unificazione nazionale italiano. Commentando l'opera del Mancini in qualità di consigliere di Luogotenenza per il dicastero di Grazia e Giustizia e per gli Affari ecclesiastici nell'Italia meridionale (1861), Frugiuele scrive: Se si voleva far apparire il nuovo governo come il difensore del popolo contro i privilegi ecclesiastici, si ottiene l'effetto diametralmente opposto; il popolo [...] ravvisa nei provvedimenti contro la Chiesa un'attività persecutoria contro se stesso e finisce per rimpiangere ì Borboni, nei quali aveva sempre trovato un alleato contro le pretese della nobiltà e della ricca borghesia: il debole Francesco II diviene suo malgrado il simbolo di una lotta popolare di liberazione <p. 37).
Forse sarebbe stato lecito attendersi qualche approfondimento in grado di suffragare affermazioni tanto drastiche. Ma evidentemente Frugiuele è convinto di trovarsi di fronte a delle verità storiche così banali e scontate, da non aver bisogno di riscontri, ove si eccettui la lucidissima analisi di monsignor Francesco Bruni vescovo di Ugento , contenuta in una lettera al ministro di Grazia e Giustizia Cassinis e sufficiente di per sé a fugare qualunque perplessità.
In realtà, un risentito spirito controversistieo percorre tutta la ricerca. La legge delle Guarentigie è incerta e equivoca (p. 111). Pio IX acutamente non fa distinzione alcuna fra il moderatismo della Destra e il radicalismo della Sinistra, ravvisando in entrambi l'espressione di un unico . anticlericalismo di fondo (p. 111). Il pur cauto Minghetti è presentato come un implacabile persecutore in quanto, durante il suo ultimo governo, il Colosseo viene sconsacrato , ai preti viene imposto il servizio militare e, soprattutto, vengono clamorosamente tollerati gli attacchi blasfemi alla religione cattolica (p. 122). L'Italia del XX sec. ha radicalizzato l'errore che fu già dell'Italia liberale consistente nel preferire la via angusta dei regolamenti, della burocrazia e degli studi universitari obbligatori a quella dell'insegnamento privato (p. 12).
In un simile contesto, la figura di Mancini si staglia con una sua lineare intransigenza. Egli, infatti, non viene mai meno al proprio programma enunciato sin dal 1857 di costante e rigorosa resistenza alle pretensioni ed intemperanze del chiericato (p. 25).
La stessa politica separatista cavouriana sarà vista sempre con sospetto da Mancini. Il principio della libera Chiesa in libero Stato, sosteneva l'uomo politico irpino, avrebbe presupposto, per la sua applicazione, che i due elementi si trovassero nella loro condizione normale. Mentre al giorno d'oggi in Italia non sono in condizioni normali né lo Stato né la Chiesa (p. 52), poiché una fazione nera [...] avendo a sua bandiera il Sillabo papale, lavora dovunque nelle tenebre per ricacciare il mondo nell'ignoranza e nella servitù (p. 112).
L'analisi della concezione del rapporto fra Stato e Chiesa in Mancini è condotta mediante un'ampia illustrazione dei suol discorsi parlamentari e del suo carteggio. Non mancano documenti inediti, quali ad es. una lotterà di Gladstone, il cui parere su questioni di legislazione ecclesiastica era stato sollecitato dallo stesso Mancini.
Secondo l'autore, gli eccessi giurisdizionalistici dell'esponente della Sinistra storica sa-