Rassegna storica del Risorgimento
ALBANI FELICE CARTE; ALBINI(FAMIGLIA) CARTE; ANNARATONE ANGELO
anno
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1986
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pagina
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378
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378 libri e periodici
un simile progetto erano, appunto, la creazione di una classe di medi proprietari agricoli, autonomi ed agiati economicamente, ma orientati in senso conservatore, e la concessione del suffràgio universale. I sonniniani si resero conto, insomma, che il porsi in modo sempre più grave della questione meridionale era dovuto al carattere particolarmente chiuso del ceto dirigente e al modo disorganico con cui esso attuava la direzione sulle masse popolari. Non a caso, tutte le ipotesi riformatrici auspicate nelle Condizioni vennero smentite dai fatti. Lo sviluppo dell'Italia si poneva in un contesto di risorse limitate ed il dilemma era questo: potenziare le forze dinamiche che già esistevano nel Centro-Nord, oppure aiutare gli elementi economicamente più deboli del Sud per far raggiungere una omogeneità di espansione a tutto il paese? L'esigenza di inserire l'Italia nel contesto delle nazioni europee progredite, il miraggio della fondazione di una grande potenza lavorarono a favore di una ferrea accumulazione del capitale, realizzata al più presto ed in qualunque forma. La concezione distributiva dell'economia di Franchetti, il suo liberalismo popolare erano destinati alla sconfitta.
FILIPPO RONCHI
CHRISTINE HORVATH-MAYERHOFER, L'amministrazione militare austro-ungarica nei territori italiani occupati dall'ottobre 1917 al novembre 1918, a cura di Arturo Toso; Udine, Istituto per la storia del Risorgimento italiano - Comitato di Udine, 1985, in 8, pp. vm-187. S.p.
Il volume della studiosa austriaca, curato nell'edizione italiana dal presidente del Comitato friulano del nostro Istituto, si presenta come contributo utilissimo sulla situazione esistente nella regione nei dodici mesi dell'occupazione da parte degli Imperi centrali.
Con la 12 battaglia dell'Isonzo e con gli scontri di Codroipo e di Latisana, nei giorni dal 24 ottobre al 10 novembre 1917, fu avviata e definita l'occupazione dell'area nord-orientale del Regno d'Italia. Il territorio soggetto alle truppe degli Imperi comprendeva, interamente, le province di Udine e di Belluno e, parzialmente, quelle di Venezia, di Treviso e di Vicenza. Le vicende di quelle settimane turbinose e drammatiche provocarono, tra l'altro, la cancellazione della struttura amministrativa e di enorme consistenza fu l'opera di riassestamento avviata dagli occupanti, interessati a stabilire una situazione ordinata alle spalle del fronte.
Tutti i problemi posti sul tappeto dall'avanzata sono esaminati con lodevole imparzialità e con documentata obiettività. Sono riportati e segnalati i rapporti politico-militari-amministrativi, è accennato al bottino 'bellico, sono ripercorsi i problemi giuridici, della sanità e dell'ordine pubblico, sono indicate, senza esagerazioni, le difficoltà incontrate negli approvvigionamenti e nell'organizzazione stessa dell'occupazione.
La Horvath-Mayerhofer rileva i non idilliaci rapporti fra il governo di Vienna e quello di Berlino e le loro non rare frizioni. Attraverso il fondato ricorso alla documentazione, sono poste in risalto le disfunzioni e le incertezze palesate in alcuni provvedimenti amministrativi. La guerra con le sue difficoltà crescenti e con le prospettive sempre più nebulose, non poteva consentire quella efficienza tecnica, un tempo vanto dell'Impero asburgico.
Opportuna, dunque, è stata la scelta fatta dal Comitato di Udine di tradurre uno studio, che, per la validità dell'impianto informativo, offre un serio apporto alla conoscenza di un momento del primo conflitto mondiale, trascurato dalla storiografia più recente. Un momento che, per la sua particolarità, non è davvero pleonastico possedere nella pur sterminata serie di opere sull'evento spartiacque tra XIX e XX secolo, in grado di passare dalla storia al mito.
VINCENZO G. PACIFICI