Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO ; SICILIA
anno
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1921
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pagina
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94
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MICHELE MANFREDI
per cui prego l'È. V. a prender parte attiva nelle decisioni che ho provocato dal Governo per il eanale del di lei collega Ministro delle Finanze. Quindi lo premurava a trattenere in Napoli i Palermitani ohe vi si trovavano, perchè quelli che ritornavano spandevano voci allarmantissime, e concludeva:
Vuol sapere in poche parole qual è lo stato della Sicilia ?
Tutto qui è meno organizzato del desiderio di rivoltarsi. Vo-glion tutti la costituzione di Spagna, senza averla letta; vogliono T indipendenza senza averla diinnitaj vogliono un miglioramento generale, ed è questo il loro vero bisogno.
10 però non dispero di ricondurli sul cammino della ragione, ma a condizioni cbe ne avremo il tempo, e che saremo saggi, giusti, prudenti* Una sola di queste qualità che ci manchi, la Sicilia sarà perduta per noi, o non potremo contenerla che per le vie aborrite della forza (1).
Questo rapporto è come il preludio dell'opera che il Colletta cercherà di svolgere ; non solo lo stato della Sicilia vi è scolpito con pochi tocchi incisivi, ma vi è pure segnato con fermezza di linea l'indirizzo che seguirà nel suo governo. Far di Palermo, nemica, una città amica, far dimenticare le ire e spegnere gli odi, dare a tutti la convinzione ch'egli non era andato colà per sostenersi colle armi, per trattare da vincitore, ma per governare con giustizia e prudenza, per intenderne i "bisogni e promuovere il loro bene con le istituzioni civili, ecco la mira cui egli intendeva, ma ohe, pur troppo, gli fu attraversata dal Governo napoletano.
Ed ora vediamolo all'opera.
11 18 novembre, richiamando l'attenzione del Ministro di Grazia e Giustizia e di quello delle Finanze sulla carta bollata e sugli archivi del registro, l'una e gli altri distrutti durante la rivoluzione, osservava giustamente che il rimettere la carta da bollo e l'imposizione del registro sarebbe stato, oltre che a pericoloso o imprudente, inutile affatto o d'insensibile utilità; ma, d'altra parte, notava pure ohe il non far nulla sarebbe stato lo stesso che sospendere il corso dei giudizi e tutte le civili contrattazioni; il passare le cose nel ai
ti) Ivi, Bapp..