Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO ; SICILIA
anno
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1921
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pagina
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98
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gg MICHEIJ3 MANFREDI
novità e nuocer forse alle nuove cose che il Parlamento voria
dettare ?
E quai progetti potrebbero farai nello stato attuale, se non per vederli maledetti, malmenati e calunniati ? Quel sol progetto che ho m mente non oso nemmeno di pronunziarlo. Il Ministero, per guanto gaggio, non potrebbe da sé solo adottarlo; ed ilchiamerebbe bestemmia il nostro Parlamento, a cui meglio ohe alla costituzione di Sieyés è applicabile la bella frase li Bona parte: paresseuèc et bomard {!),
A spiegarci il tono sfiduciato di questo linguaggio e il giudizio severo sul Parlamento, basta esporre i fatti. Il Colletta, alla data dell' 11 dicembre, già aveva avuto qualche saggio che le sue idee non incontravano il favore dei deputati, e nemmeno quello del Ministero possiamo aggiungere noi , per nulla saggio, anzi animato dagli stessi propositi dei rappresentanti della nazione, di trattare cioà la Sicilia come terra di conquista. La proposta di un'unica amministrazione finanziaria era stata respinta, e si erano creati invece quattro commissari, mettendo la finanza di sei valli sotto la direzione del luogotenente generale in Messina, l'odiato Principe della Scaletta, e quella della valle di Palermo sotto la direzione del comandante le armi.
Così si andava direttamente e ciecamente incontro a quei mali, che il Colletta avrebbe voluto prevenire ed evitare!
Contro tale mostruosa organizzazione, egli aveva già energicamente protestato il 4 dicembre con il Ministro delle Finanze, ma', pur troppo, inutilmente. Egli aveva fatto notare che i tributi della valle di Palermo, dopo la riduzione del macino e la soppressione del registro e della carta bollata, erano così scarsi da non bastare neanche alla metà delle spese da erogarsi nella sola città. Quindi gl'impiegati, i pensionati, i creditori dello Stato, i pubblici stabilimenti, le opere di pietà [orano] affatto abbandonate. Lo aveva informato che aveva chiesto dei soccorsi al Luogotenente Generale in Messina, che, per avere l'esazione di sei valli, pareva poter accordare il prodotto dei sequestri e piccola massa di spese intrinseche-, ma quegli aveva risposto che non poteva dar nulla, perchè
(1) Ivi, Sapp. deU'ìl afe. 1820, co. 3-64.