Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO ; SICILIA
anno
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1921
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pagina
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99
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IL OOLLETTA W 8KTTUA NUt, 1820 00
nulla esigeva, a causa dei disordini delle finanze. Il nuovo ordinamento lasciava dunque, anzi aggravava, i mali già esistenti e altri ne avrebbe fatf sorgere in breve. It bolletta di nuovo pregava e supplicava olili gli elessero ascolto, e insisteva su alcuni dei provvedimenti più necessari, già esposti il 20 novembre, chiarendoli nella loro urgenza e precisandoli nei particolari. Scriveva; 1 Si faccia disparire la separazione dell'amministrazione civile: la valle di Palermo sia amministrata. come il resto dell'Isola: la separazione, che poteva giovare dopo la rivolta, e per pochi giorni, non potrebbe essere eterna. Si spedisca infine io Sicilia, e subito, il luogotenente generale (1). 2 Stabilisca questi in Palermo la sua dimora insino a ohe l'altra quistione non sia risoluta tra le due capitali. In Palermo esistono le Direzioni, gl'impiegati, la Banca Pubblica, e soprattutto la Scala dei contributi j nulla in questo momento è in Messina. Quando Messina fosse dichiarata capitala dovrebbero là stabilirsi tutti gli strumenti di amministrazione e di contabilità pubblica, che ora sono in Palermo. Ma il diligere altrove il prodotto della .finanza, senz'avere altrove diretti- a mezzi finanziali, è lo stesso che dissipare le rendite di un anno e minacciare quelle degli anni avvenire. 3 Il comandante generale delle .armi abbia in Messina il suo quartier generale. Stia per ora in quel punto dell'Isola ove più importa, ma la sede permanente della sua carica sia la piazza di Messina .
Concludeva con queste nobili parole, piene di infinita tristezza, vorremmo dice,, di strazio:
Eccellenza. Se richiedessi al Governo di Napoli o soccorsi pecuniari o sacrifizi politici, la dimanda in questi tempi sarebbe almeno indiscreta, ma poiché richieggo nude disposizioni, mi si faccia la grazia di accordarle. Io sono sopra luogo, tutto osservo, tutto
(1) Il Principe della Scaletta si era dimesso da luogotenente generale ed era etato nominato ambasciatore a Parigi; doveva sostituirlo il Duca del Gallo, ma questi non si recò mai a Messina, perchè nello stesso tempo venne nominato ministro dogli Esteri. Perciò il Principe della Scaletta, sebbene dimissionario* o sebbene non fosso l'uomo più adatto a reggere la Sicilia, perchè fin dal primo momento s'era schierato contro Palermo, rimase al suo posto. Su lui vedi PATEBKÒ-CÀSTEIXO, MAKCHBSE DI BADDUSÀ, Saggio torUo-fótittoo enUa 8Mm, dal oòmincìmmvto del seo. XIX nino al 1830. Catania, Stamperia di P. Pastore, 1848, p. 168.