Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO ; SICILIA
anno <1921>   pagina <102>
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MICHELE MA2TFRt>Ì
stento atto autorità, ed a fuggire in un certo numero dall'abitato all'av­vicinarsi della truppa.
Il signor Intendente di Trapani, zelante impiegato, ma poco istruito della marcia del cuore umano nelle rivoluzioni, vorrebbe il perfetto a spese del buono, ed, ancorché Intendente, non bene in­tende che la persecuzione in dettaglio organizzerebbe in Sicilia la rivoluzione. In Alcamo, in Gibellina (1), in parecchi altri paesi del­l'Isola si va migliorando di giorno in giorno; non convien quindi disturbare questo andamento naturale colla speranza di far meglio.
Spedirò ima forza in Alcamo, ma la farò precedere da un mio ordine, che rassicuri quegli abitanti.
La forza sarà in permanenza, ed agirà per peso, non per moto.
V. E. mi creda; non scuopriamo ai Siciliani il segreto, che un soldato è quanto ogni altro uomo armato, per così eternare in essi l'opinione di rispetto e di timore verso la truppa: se questa opinione svanisse, si farà della Sicilia la Calabria del 1808. Siamo dunque lenti, allorché si tratta d'impiegar mezzi militari; riconcen­triamo tutta la nostra attività nelle istituzioni civili.
n Ministro ribattè il 6 gennaio del 1821 (2), riconoscendo, o per compiacenza o a denti stretti, che le osservazioni del Colletta erano piene di saviezza, ma non si dava per vinto e aggiungeva:
L'esempio delle Calabrie che V. E. rammenta mi convince però della necessità della organizzazione d'una forza mobile, che senza trovarsi di permanenza in alcun luogo in particolare, sia sem­pre pronta ad accorrere ovunque il bisogno lo richiegga. Tale fu lo scopo della istituzione delle colonne mobili, che han tanto contri*
(1) Anche qui erano avvenuti , a detta dell'Oliva, seri disordini; il Colletta per fluirla una volta spedi un battaglione di fanteria e un distac­camento di cavalleria, ma, prima che la truppa giungesse, Gibellina si era già tranquillata. Perciò egli scrisse al Ministro: Rileverà V. E. che da me non si trascurano, come trascurar non si devono, le disposizioni necessarie per la pubblica tranquillità; e che non è regolare prestar orecchio agli esa­gerati rapporti dell'Intendente di Trapani, la di cui fervida immaginazione avrebbe già prodotti, per soverchio zelo, molti sconcerti, e che quindi merita esser repressa a {Mt Lettera del 4 qeimaio 1821. e. Mi.
(2) M o. 23.