Rassegna storica del Risorgimento
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1986
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Vita dell'Istituto
È prevista una serata di canti popolari e patriottici piemontesi del secolo XIX in un teatro cittadino. Su ciò daremo maggiori ragguagli a manifestazione compiuta.
Sono previste conferenze dei soci, on. Ministri Goria e Romita, dei Giudici Arabro-sini e Bozzola, ecc.
Emilio Spallicci
ANCONA. Nell'ultimo biennio il Comitato di Ancona ha tenuto sessioni di lavoro pubbliche nelle quali sono stati sviluppati argomenti riguardanti la realtà politica, economica, sociale, culturale di Ancona e della provincia nel primo quarantennio dopo l'Unità. In particolare, dopo il primo incontro del dicembre 1984, nel corso del quale erano stati affrontati i problemi politici connessi al passaggio di Ancona dalla dominazione pontificia allo Stato italiano {intervento di S. Scoccianti), l'ordinamento giudiziario post-unitario (intervento di M. Perucci), la realtà portuale (intervento di G. Luchetti) e la questione relativa alla ridotta disponibilità di fonti archivistiche utili allo studio del periodo preso in esame (intervento di S. Mordenti), nella seconda tornata {23 maggio 1985) sono stati portati altri notevoli contributi. Di rilievo quello del dott. G. Battaglini sulla vita ecclesiale anconitana durante gli episcopati di Antonucci e Manara, il primo chiamato a gestire la Chiesa di Ancona nel passaggio da una autorità statale all'altra, il secondo ricordato per la particolare cura nel rinnovamento delle strutture religiose per adeguarle alla società del tempo, conquistato dagli insegnamenti sociali di Leone XIII e sostenitore nonché fautore del primo movimento cattolico marchigiano. Il dott. R. Belogi ha invece trattato i problemi sollevati in Ancona dalla scelta della città come piazzaforte in Adriatico delle forze armate italiane. Il dott. Belogi ha fatto conoscere l'entità degli investimenti impiegati tra il 1861 e il 1866 per realizzare la nuova cinta muraria a difesa della città. In tale contesto non poteva mancare una rassegna dei vari reparti militari di stanza nelle caserme anconitane dall'Unità agli anni novanta.
Ai due precedenti incontri ha fatto seguito il 29 maggio 1986 un'altra tornata di studi, dedicata sempre al tema Stato e amministrazione pubblica ad Ancona e provincia nel primo quarantennio dopo l'Unità , durante la quale il dott. G. Castagnari ha rivelato i risultati di una sua ricerca condotta nell'arco di alcuni anni per un censimento della stampa periodica marchigiana dopo il 1860. 11 dott. Castagnari ha avuto modo così di considerare l'attività delle diverse forze politiche presenti nelle Marche, viste attraverso i resoconti giornalistici. Il prof. W. Angelini ha presentato invece la figura del medico Girolamo Orsi, vissuto ad Ancona nel secondo cinquantennio dell'Ottocento, uomo politico e animatore, insieme al fratello Alessandro, della Società Nazionale nelle Marche, un progressista , a suo dire, che nel solco del liberalismo di prima maniera si adoprò per sovvenire alle condizioni di miseria delle classi più disagiate, promuovendo la realizzazione del nuovo ospedale civico, del brefotrofio, di scuole serali e di altre istituzioni di pubblico soccorso, con impegno notevole per la lotta condotta serratamente da forze di opposizione politica sui giornali e dai partiti contro la sua persona. Il dott. G. Piccinini ha proposto un suo studio ancora in. corso sulle vicende di alcune banche pubbliche e private operanti nella piazza di Ancona e della provincia dopo l'Unità fino alla crisi del 1873, dando luce ad una pagina troppo dimenticata di storia civile ed economica. Si tratta di un periodo in cui si registrò un'elevata vivacità nel campo creditizio, considerato l'ingente flusso di investimenti statali e di gruppi privati impegnati nel sostenere l'edilizia e nel favorire l'industrializzazione del territorio provinciale. Oltre che nel promuovere tali incontri il Comitato si è adoprato nel sostenere l'iniziativa promossa dal circolo culturale E. Curici di Ancona per rivelare alla città le caratteristiche architettoniche di alcuni ambienti restaurati del forte Altavilla di Pletralacroce, e concretizzatasi in alcune conferenze tenute da diversi studiosi tra il maggio e il giugno del 1985.
Certo è che l'attività del Comitato è frenata dalla mancanza di una sede propria e per tale motivo non sono venuti meno gli incontri e le richieste inoltrate alle autorità comunali e provinciali perché venga trovata una degna sistemazione per il Comitato. Non pare ancora vicina una soluzione per i problemi che assillano le diverse sedi pubbliche delle amministrazioni anconitane, per le quali sono tuttora in corso lavori di ristrutturazione in