Rassegna storica del Risorgimento

1820-1821 ; ELBA (ISOLA D')
anno <1921>   pagina <122>
immagine non disponibile

122
ERSILIO MICHEL
I risultati delle indagini della polizìa venivano regolarmente co­municati all'auditor militare Virgili che conduceva sollecitamente flw compimento l'istruzione del processo. Ifl
II complotto rimaneva accertato dalle prove raccolte e ancìie stabilito e Interminato nelle sue linee principali. I congiurala ave­vano progettato d'nnpaclronirsi del forte Falcone che domina la piazza di Portof errato e di inalberarvi la bandiera napoletana previo il segnale di un colpo di cannone. Allora avrebbero sparsi dei pro­clami diretti' a sovvertise il popolo e la truppa 6, dopo essersi rac­colti e, occorrendo, rinchiusi nel forte, l'avrebbero ceduto ai Napoletani che non dovevano tardare a sopraggiungere. Riuscito il primo colpo di mano, avrebbero liberato i l'orzati del Bagno e se nel tumulto .si fossero imbattuti nel Governatore, lo avrebbero condotto al Falcone poiché in tal modo il popolo non avrebbe saputo se ancor egli fosse d'accordo o no nell'esecuzione del progetto .
Le prove raccolte, .e più specialmente le confessioni dei sottuf­ficiali e militari di truppa incarcerati e Sottoposti a giudizio non lasciarono alcun dubbio sulla maggiore responsabilità e colpevolezza del sottotenente Andrea Gozzini che aveva architettato tutta la trama. Mosso dall'esempio dei militari di Napoli e di Spagna egli aveva da lungo tempo meditato il piano di impadronirsi del forte Falcone e sino dal mese di ottobre 1820 aveva cercato di adescare e di guadagnare ai suoi disegni il caporale Lovari, i comuni Ksteil e Mordenti, giovani svelti e intelligenti, e poi i due sottosargenti Cirri e BIÈrbi. Aeva fatto loro conoscere gli avvenimenti politici del Regno di Jfapoli ove era stata proclamata la Costituzione, e aggiungendo che in tutta l'Italia e quindi anche in Toscana sarebbe accaduta la stessa cosa, aveva affermato che era meglio farsi un merito anticipatamente coITinaiberare bandiera italiana.
Più volte, in seguito, approfittando delle occasioni più propizie invitandoli a casa propria, o trovandosi insieme a loro di guardia nella caserma, si era adoperato per convincerli della facilità con cui avrebbero potuto impadronirsi del, Forte e rmchiudervisi'f- in attesa che sopraggiungessero i costituzionali di Napoli. Aveva anche mo­strato loro la nota dei viveri e letto il proclama che, all'inizio della rivelimene, intentendeva di spargere in Portoferraio fra i soldati e il popolo.