Rassegna storica del Risorgimento
ANCONA STORIA SOCIALE SEC. XIX; EPIDEMIE ANCONA SEC. XIX; ORSI
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1987
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Werther Angelini
del colera del 1854-55 lo mette in buona evidenza e gli fa guadagnare consensi e pubblici riconoscimenti, ma a dare più immediato spicco al suo nome sono le occasioni politiche dal 1859 al 1860 e tutta la sua attività organizzativa all'interno delle stesse, svolta accanto al fratello Alessandro, anch'egli medico, per la Società nazionale nelle Marche.2) Non è la prima volta che nelle Marche si accoppiano medicina e vita politica, e ricorrono alla mente i casi dell'altro forlivese, Pietro Panazzi, alle prese a sua volta con malattie ed epidemie nell'avanzato Settecento, e teso nel 1797-98, negli albori di un nuovo momento storico, a promuovere sentimenti democratici nella città di Ancona,3) Anche sovviene la breve vicenda di Luigi Carlo Farini, pur egli romagnolo, impegnato intensamente nella propaganda liberale ma capace di fornire, già nel 1849, un segno della sua attività di ricercatore dei problemi della salute, in un'inchiesta, una delle molteplici sue, promossa sul Maceratese; o torna in mente la parte di Diomede Pantaleoni in Macerata, destinato
negli anni che seguono, ma poiché riguardano ancora i meriti acquisiti per l'esperienza s la cultura in ordine al colera, ci asteniamo dal riprodurle.
Quanto alle notizie politiche esse sono ricavate da noi in buona parte da giornali anconitani, da verbali di atti amministrativi locali, da lettere (queste ultime nelle bb. della Serie Orsi eh.), da spunti bibliografici, da notizie di repertori. Su un momento politico importante della sua vita, cioè a Civitavecchia, si tengano presenti la sua adesione al governo della Repubblica romana, la sua polemica contro la sovranità temporale del papa, il proclama dettato quando la flotta francese si presenta come amica a Civitavecchia, un documento che Farini ed altri rendono storico accogliendolo nell'Assemblea romana con pieno plauso. Altra fase di notevole significato è costituita dall'attività spesa col fratello Alessandro da Ancona per realizzare con lui e altri liberali il programma della Società nazionale finalizzato all'unificazione dell'Italia. Assorbito ad Ancona nell'organizzazione della salute, è costretto a scendere nella vita politica e a orientarsi verso le forze locali capaci di sostenerlo durante le campagne che conduce per le sue idee appunto di organizzatore della salute e di filantropo, ed è indotto a ricoprire posti di consigliere al Comune e in Provincia, con incarichi diversi all'interno dei medesimi organismi, senza aspirare a candidature parlamentari.
2> Per l'attività politica nelle Marche col fratello Alessandro e con altri attivisti dell'unificazione v. sempre il lavoro di T. ZAMPETTI-BIOCCA, La Società nazionale nelle Marche, in Atti e memorie della R. Deputazione di storia patria per le Marche, n. serie, voi, VII, 1911-12. Ancona, 1912, passim. Più in generale sulla Società nazionale dell'Italia centrale v. S. CAMEKANI, La società nazionale nell'Italia centrale, in Atti del Convegno delle Deputazioni e Società di Storia patria, Roma, 10-12 die. 1961, Bari, 1963, dove è messo in rilievo l'assorbimento avvenuto nelle Marche nella Società nazionale di interi gruppi repubblicani cioè di una tendenza più esplicita ad una reductio ad unum.
Sull'opera sanitaria condotta dalPO. insieme con Alessandro v. meglio, in Serie Orsi, n. 182 cit., la breve memoria manoscritta del PO. stesso in cui egli si rammarica di non possedere più le lettere del Comune sul servizio assegnalo nella epidemia del colera del 1854 [ma 1855] e sulle lodi e premi pel servizio prestato alla condotta, all'impianto e direzione dell'ospedale dei colerosi al piazzale Capodimonte, coadiuvato dal fratello Alessandro. Nell'ospedale civile, retto ancora in anni '50 e seguenti dal padre Vernò dei Fatebene Fratelli, si ritrovò poi PO. durante il colera del '65.
3> Su Panazzi v. W. ANGELINI, La municipalità di Ancona e il suo tentativo di annessione alla Cisalpina, Urbino, 1963, passim, e ancora W. ANGELINI, L'epizootia del 1786 nelle Marche, in Le Marche e l'Adriatico orientale: economìa, società, cultura dal XIII secolo al primo Ottocento (Atti del Convegno t976 presso la Deputazione di storia patria per le Marche. Atti e memorie, anno '82, Ancona, 1978), pp. 375-376.