Rassegna storica del Risorgimento
ANCONA STORIA SOCIALE SEC. XIX; EPIDEMIE ANCONA SEC. XIX; ORSI
anno
<
1987
>
pagina
<
141
>
Girolamo Orsi
141
pure a trascorrere dalla medicina alla collaborazione con personaggi di alto affare nel nuovo corso di cose. 4> L'O. si copre in pochi lustri di notorietà e della gratitudine cittadina, e nel 1865, in una nuova ondata di colera ad Ancona, è in piena affermazione insieme alla schiera di sanitari che agisce sotto le sue direttive, e anche per gli articoli e pubblicazioni sue circolanti nelle Marche e altrove. Già il fratello Alessandro lo ha gratificato di una dedica, precisamente di un suo fortunato opuscolo, Intorno alla miasmizza-zione cholerica e ad alcuni princìpi filosofici e patologici, relativi alla stessa, messo insieme a Ravenna e stampato ad Ancona in quell'atmosfera di trepidazione, di tutta l'Italia veramente, per l'inesorabile malattia, che in ogni tempo mette in moto una letteratura propria. 5> Nel luglio del 1865 l'O. lancia l'allarme contro il contagio repentinamente allora dilagato, e l'autorità centrale risponde inviando ad Ancona un rappresentante come Gaspare Finali, che si precipita insieme a Quintino Sella con somme utili a fronteggiare le prime costose necessità del momento.6' Finali lascia un racconto fatto di esclamazioni su quanto di grave occorre allo sguardo, tendendo, beninteso, a illustrare la parte governativa, però è l'O. che dà la vera dimensione nei suoi resoconti di tutto l'accaduto.
Diremmo che l'O. al presentarsi in Ancona abbia le carte in regola per inserirsi profondamente in una società bisognosa quant'altre in Italia di sproni e mani decise. In giovinezza nella vicina Romagna ha pensato e parlato contro il potere temporale in atto nel territorio della Chiesa, ha appoggiato poi da Civitavecchia gli avvenimenti della Repubblica romana.7)
*) Sulla vicenda di Farini v. G. PICCININI, Condotte mediche ed ospedali nel 1849. L'inchiesta di L. C. Farini nel Maceratese, in Atti del XIV Convegno di studi maceratesi novembre 1978, Macerata, 1981; su Diomede Pantaleoni ci limiteremo alle informazioni offerte nel Dizionario bio-bibliografico dei Maceratesi, in Storia di Macerata, Macerata, 1972, ad vocem.
5) Lo studio citato di A. Orsi porta la data del 1856. Quanto al clima di apprensione mosso un po' ovunque dal colera nell'Ottocento e fattosi strada nell'ambiente marchigiano con la fase così densa di mortalità del 1836 e con la successiva ugualmente cruda del 1855, v. P. SORCI NELLI, Regimi alimentari, condizioni igieniche, epidemiche nelle Marcite dell'Ottocento, Urbino, 1977, pp. 111-117. e 1D., Uomini ed epidemie nel primo Ottocento: comportamenti, reazioni e paure nello Stato Pontificio, in Storia d'Italia. Annali 7: malattia e medicina, Torino, 1984, pp. 508-513. Ma per tenerci all'O. si veda quanto egli si preoccupasse di mettere in guardia l'opinione pubblica dal pericolo del contagio. Il suo fascicolo Preserviamoci dal colera. Ammonimenti, Ancona, 1884, ha il valore simbolico di un annoso stato d'animo e si unisce ad altri suoi scritti di prima e di poi, ad es. ad una breve raccolta di lettere estratte dal giornale L'Ordine sotto il titolo II colera asiatico, del 1884 (7 lettere con un conturbante significato di avvertimento), o all'altro fascicolo Salute pubblica. Il colera. Norme e consigli alle popolazioni, Ancona, 1873, o all'altra significativa prova di presenza nel tempo stesso della calamità, il 1865, La colera e gli isolamenti. Proposta del conte G. 0. al Consiglio provinciale di Sanità di Ancona, che traccia insieme una dura cronaca e dà ferrei suggerimenti di condotta. Non sono che campioni della vasta letteratura dell'O. sul colera, ma già rispecchiano una vibrante forma mentis che sta in una larga cultura di premonizioni dal Settecento in qua,
6) O. FINALI, Le Marche. Ricordanze, Ancona, 1897, p, 175.
7) Meno evidente nei documenti la presa di posizione dell'O. in giovinezza nei confronti del potere locale in Romagna, più patenti invece sono i ricordi del periodo trascorso