Rassegna storica del Risorgimento
ANCONA STORIA SOCIALE SEC. XIX; EPIDEMIE ANCONA SEC. XIX; ORSI
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1987
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Werther Angelini
Ha dovuto quindi abbandonare Civitavecchia in seguito a condanna all'esilio dalla città malgrado la concessione di un'amnistia. Il provvedimento è l'esilio8) ma si potrebbe pensare a qualcosa di più umile, a una semplice intimazione di allontanamento con foglio di via per Soggetto indesiderato, ed è ovvio che contro una decisione così sommaria e per la propria reintegrazione egli abbia cercato anche l'appoggio di cardinali e alti esponenti del clero. Raggiunta Forlì egli si rimette all'idea di trovar lavoro altrove, ad Ancona, dove il padre, occupato nella gerarchia della Sanità marittima ha qualche ascendente e dove egli si troverà in prima linea col fratello nella Società nazionale negli anni 1859-61. Ad Ancona gli è agevole stringersi a uomini come Michele Fazioli, i Buglioni, gli Almagià, i Vettori, e inserirsi nel nuovo ordine, da moderato, però ricorrendo con esplicito riferimento all'idea di progresso civile come benessere morale, intellettuale e materiale . Ciò rientra a tratti in un certo modo di liberali dell'Ottocento italiano di atteggiarsi a interpreti dell'avanzamento civile e di sfiorare persino, sotto tale aspetto, motivi di cultura cristiana cari a un democratismo più affiatato con un linguaggio evangelico di larga presa.
Così nel 1871 l'O. manifesta pubblicamente la sua attenzione alla legge primitiva del Cristo da cui venne il codice comprensivo dei diritti e doveri che emana dal sentimento di moralità connaturale all'uomo .,0) Il linguaggio ha l'improvviso e sorprendente sentore della vecchia terminologia cattolico-democratica degli ultimi anni del Settecento, che pone la vicenda del Redentore come puro modello di tutto l'agire per la costruzione di una buona e salda società. È pensabile che l'O. ritenga di riferire l'operosità della vita morale ad un primum e lo sottintenda all'interno delle realizzazioni della storia. Certo è che nella medesima circostanza del 71 l'O. torna a esprimere la sua fiducia in Dio, ma aggiunge la sua certezza nel progresso unitario trascorrendo più direttamente nel settore della vita concreta del Risorgi-
a Civitavecchia, quasi un decennio, in appunti sparsi nelle Serie Orsi cit., bb. 180, 181, 182. La più importante di tali memorie, manoscritta, senza data, rivela la compromissione della municipalità di Civitavecchia e dell'O. per una prova comune di opposizione al potere secolare della Chiesa e all'azione dei Francesi per difenderlo (b. 181 cit.): una lettera di nomina nel Comitato di guerra e insieme di encomio da parte della stessa municipalità del 20 luglio 1848 (b. 180 cit.) dice molto di quell'operosa consuetudine liberale del professionista con la compagine comunale. La delicatezza della situazione dell'O. dopo la condanna è documentabile anche attraverso due lettere del novembre 1849 di un prelato anconitano In Roma, Pietro Milesi (b. 181 cit.), mentre una lettera del padre dell'O. svela apertamente il tentativo del figlio però irrealizzabile a priori posto il linguaggio dell'O. costantemente fermo alla distinzione tra potere spirituale e potere temporale di una immediata reintegrazione personale in Civitavecchia insieme al suo collega Rinaldi e ad altri (la lettera del padre dell'O., in Serie Orsi, b. 181 cit., è del 30 aprile 1850).
8> fi provvedimento costituirà un punto di forza per l'O. Anche i suoi nemici ne terranno sempre conto. In una lettera anonima e senza data, ma di inoltrai issi mi tempi ad Ancona, e forse degli anni '90, carica di ingiuriose insinuazioni, non si può evitare un benevolo accenno al fatto (foglio volente in Serie Orsi, b. 182 cit.).
*) V. lettera dell'O, al Direttore del Corriere delle Marche {ivi, n. 227, Ancona, 17 agosto J871).
K / vi.