Rassegna storica del Risorgimento
ANCONA STORIA SOCIALE SEC. XIX; EPIDEMIE ANCONA SEC. XIX; ORSI
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1987
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Girolamo Orsi
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mento.,l) Una larvata mediazione di pensiero, si direbbe. La sua linea politica si manifesta in occasione della spessa e continua polemica contro una sua azione nel brefotrofio anconitano, che è voluto consenziente il Valerio. È una lotta che si acuisce nell'estate '71 anche se la fisionomia morale dell'O. appare in pieno pure dai segni della sua condotta di uomo, dall'applicazione scientifica, dall'abnegazione del medico, dal rispetto per i collaboratori, che sono insieme il consueto bersaglio di radicali, repubblicani, anarchici, neosocialisti.
La lotta contro l'O. non si acquieta in quell'anno, fondata anche sull'accusa del distacco di lui da nuove esigenze della base popolare e pure sulla sua collusione col clero, talché il suo presente viene indiziato di compromesso rispetto ad un passato ricco di coraggio civile e d'altruismo al fianco di uomini anch'essi ritenuti nel giusto. Lo scontro prosegue nel tempo senza possibilità di intesa, in ima nuova ma agguerrita filosofia di battaglia delle parti. L'O. afferma di aver archiviato alla maniera di altri illustri coevi il ruolo di rivoluzionario già ricoperto a suo modo nei caldi tempi dell'azione nel '59-61, e di mantenere quello di progressista, con battute persino puntigliose (rivoluzione di ieri, progresso di oggi) che fanno della rivoluzione particolarmente lo sforzo sostenuto ed esaurito per l'indipendenza e per l'unità, e la identificano col significato di rivoluzione legale che si compiacque dargli già nel 1853 l'ambiente liberale torinese.
L'O. ha fatto la sua grande carovana politica al tempo della campagna del Cialdini nelle Marche e del commissariato Valerio con forze di centro e di conservazione, come il fratello, come Rinaldo Simonetta, Mariano Ploner, Francesco Misturi, Vincenzo Badaloni, Genesio Ninchi, Cesare Marinelli, Davide Almagià, Giambattista Iona, Luigi Storani,u> per tenerci solo a nomi di Ancona, Osimo, Iesi, ed è ovvia la forza di quei trascorsi nei suoi ricordi. Così in tardi anni dell'Ottocento egli continua a farsi passare per liberale e ad aggiungere come un suffisso il termine progressista, nel quale non si chiarisce ancora se egli si voglia di nuovo richiamare al quadro di attività civili in marcia o più strettamente al cammino sociale nel paese o a tutto questo insieme; quindi l'espressione resta generica e non io fa uscire dall'ambito dei suoi meriti passati né riesce a dargli un segno politico veramente nuovo. la posizione di chi in un certo senso desidera essere à la page con un linguaggio che circola senza poter corrispondere sempre pienamente a quanto richiedono anche talune iniziative sue. Così essa non s'intona molto ad esempio con l'accennata guida dell'O. del brefotrofio, che necessita di maggiore disinvoltura o estrosità, e che di fatto è retta da lui con quel suo ministerialismo cosi palese, se pur onesto,,3) che non soddisfa nemmen troppo rigorosi ed esperti visitatori chiamati in loco, ,4> desiderosi di una più aperta gestione*
) Ivi.
,2> ZAMPETTI-BIOCCA, op, cit., passim. Si tratta di nomi di persone Impegnate nel programma della Società nazionale nelle Marche.
,3> Tale stalo d'animo permea tutta la lettera cit. del Corriere delle Morène n. 227, L'O., lo si vedrà anche In seguito, agisce pure in questo settore per un provvedimento dello Stato che integri e disciplini lo sforzo locale.
M) V. In lettera cit. in Corriere delle Marche n. 227 cit. riferimento alla relazione