Rassegna storica del Risorgimento
ANCONA STORIA SOCIALE SEC. XIX; EPIDEMIE ANCONA SEC. XIX; ORSI
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1987
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Werther Angelini
La conduzione di un istituto di simile importanza sociale lo mette poi al contatto col clero attento e impegnato nella cosa e lo apre a riflessioni sui rapporti tra Stato e Chiesa, che egli non vuole per quanto lo riguarda inasprire troppo. Torna preferibilmente a proclamare il proprio moderatismo, cioè una linea liberale di rispetto della concezione cavouriana in genere e della stessa in particolare circa una Chiesa sollevata dal peso temporale, reclamato da questa a sostegno della propria autonomia spirituale. Tuttavia nella battaglia locale l'O. si regola con garbata comprensione del ruolo delle parti. Pertanto nel caso di istituti con personale religioso di possibile rapporto con lui nella provincia di Ancona tende di regola a valutarne con buona riflessione i valori, portato a vagliarne con serenità le singole presenze, indipendentemente dalle punte laiche con cui mostra di attaccare il clero, visto sempre globalmente come apparato generale. ,5> Non per nulla prima di Castelfidardo l'O. ha presentato ai marchigiani, con opportuno freno secondo le prescrizioni del La Farina di usare mitezza con l'aristocrazia e la Chiesa, il mandato della Società nazionale: eccitare lo spirito pubblico a vita civile, vita operosa, per la quale si spieghino tutte le forze della nazione, ,6> mantenere lo spirito d'ordine e di lavoro che soli conducono al benessere generale, destare negli animi delle moltitudini il sentimento della propria dignità onde non vivano serve allo spirito superstizioso che le tormenta... cooperare efficacemente nell'istruire e moralizzare il popolo..., condurlo allo spontaneo esaurimento dei doveri i quali vanno di necessità congiunti all'acquisto dei diritti concessi a noi dalle libere istituzioni costituzionali... afforzare nel sentimento generale la benefica azione del previdente Governo e rendere il popolo unito, concorde nelle tendenze, nei principii e negli atti . 17> Queste battute non ripetono che gli scopi della Società nazionale, ma suonano come un'esortazione di persone ai sommi vertici, un discorso da inizio di legislatura, nel quale non si danno distinzioni tra classe e classe e nel quale contano appunto tutte le forze della nazione .
Una lettera dell'O. della vecchiaia, cui vogliamo accennare e di cui riparleremo, fornisce un certo approfondimento dei termini: se moderati vuol dire tenere alla monarchia, all'ordine, al progresso civile, al miglioramento delle condizioni popolari, ci dicano pure moderati; ma nel vero siamo progressisti . ls> Vuol essere quasi certamente la conferma di una professione
dell'esperto Grillini al Congresso dell'Associazione medica italiana del 1868 negativa nei confronti del brefotrofio anconitano.
tt> Tornano utili ancora i contenuti della citata lettera dell'O. nel Corriere delle Marche n. 227. Si veda un punto: quando in alcuna associazione abbia pur veste talare coi sentimenti che vi si annettano incontro attitudine, operosità, zelo, abnegazione, lavoro, ch'altri non hanno, o diffici'Imcnte sosterrebbero, non respingo no questo concorso che in date opere conduce e sviluppa istituzioni di alto interesse civile come i brefotrofi, gli ospedali, e gli ospizi della vecchiaia .
J Il corsivo è nostro.
M> Da ZAMPETTI-BIOCCA, op. clt., p. 209.
tfc) In lettera dell'O. al direttore de L'avvenire delle Marche, copia manoscritta, datata Osimo, novembre 1891, in Serie Orsi, b. 182 clt. La parola progresso è di largo uso presso tutta la propaganda politica prosabatida e repubblicana nel Risorgimento. Nel pensiero