Rassegna storica del Risorgimento
ANCONA STORIA SOCIALE SEC. XIX; EPIDEMIE ANCONA SEC. XIX; ORSI
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1987
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Girolamo Orsi
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trici della diffusione del colera nella provincia di Ancona, w È pur vero che questa terapia resiste in parte sino ad anni inoltrati del secolo XX (il calomelano, il laudano, gli astringenti) e non si può fare una colpa all'O. di non aver avuto il concorso di più progredite scienze ausiliarie della medicina. La certezza delle proprie cognizioni si riflette negli scritti principali, tutti nella Biblioteca comunale di Ancona, lasciati dall'O. a testimonianza delle sue ricerche sul colera: // colera e gli isolamenti (1865); Sulla epidemia del colera. Quesiti ai medici (1865); Necessità di uniformi provvidenze igie-nico-sanitarie contro il colera (1871); La profilassi del colera ai Comitati dell'Associazione medica italiana di Roma (1871); Tre circolari sul colera ai Comitati dell'Associazione italiana. Lettere per studi e diffusione di norme ai Professori di igiene, al giornalismo medico, ai signori Prefetti dette Provincie d'Italia (1872); Il colera. Norme e consigli alle popolazioni (1873); Sulla profilassi del colera al 6 Congresso dell'Associazione medica italiana (1876); Preserviamoci dal colera. Ammonimenti (1884); Il colera asiatico. Lettere (1884).
Si tenga inoltre presente la relazione dell'O. Atti e resoconti del Comitato anconitano dell'Associazione medica italiana. Esercizi 1867-68,4 che ha un più rigoroso carattere testimoniale e che è come un resoconto giornalistico, appunto contenente notizie sul colera e sul comportamento adottato dall'O. e dalla sua équipe di collaboratori,49) nella dura prova dell'epidemia divampata nei mesi estivi del '65. In essa sono riferite le osservazioni sui veicoli del contagio, sulle fognature, sui contatti, sull'igiene in generale. Non v'è riferimento all'alimentazione e alle maggiori o minori possibilità dell'organismo di fronte alla malattia così come rispetto ad altre del resto, e invero nelle altre pagine dell'O. l'accenno al fatto sociale del nutrimento nei ceti è troppo implicito e inavvertito, mentre per noi sarebbe di vivo interesse, a parte sempre, nel caso del colera, la relativa incidenza di un preesistente vigore dell'individuo. I/O. non vuol processare evidentemente una società, e tale eventualità si farebbe più evidente e fruttuosa per le infermità dei bambini. Così l'O. si limita da uomo di scienza a esporre i fatti nella loro realtà e a prendere come un qualunque triste avvenimento l'abbattersi di una calamità, evidentemente limitandosi a registrare la morte come sottrazione di persone utili alla vita produttiva. Si accosta con proprio modo al fine già accennato dell'amico Farini quando questi vuol sapere della funzione degli ospedali e avere tra le mani le informazioni eventualmente utili ad un ammodernamento dei medesimi.50) Quanto alle condizioni di vita nelle case
47) Ancona, 1866-67.
48) Pubblicato ad Ancona.
49) L'equipe risulta pertanto: Girolamo O., Cesare Persichetti, Pietro Mengozzi, Alessandro Mantovani, Pietro Lepri.
50) PICCININI, op. cit., pp. 93-94. Conferma 11 Piccinini l'esistenza di altre ricerche sullo stato della salute dirette dal Farini in altre citta italiane secondo un suo Instancabile fìsso obiettivo. Per un'idea di tutto il problema del vecchio sistema ospedaliero v. P. FRASCAMI, Ospedale e società in età liberale, Bologna, 1986, capitolo Malati e malattie nell'ospedale-ricovero, pp. 69-11], In realtà il servizio ospedaliero ad Ancora era piuttosto carente ai tempi dell'ondata colerica del 1855. Il padre Vernò, che dal 1817 al 1850 aveva diretto