Rassegna storica del Risorgimento
ANCONA STORIA SOCIALE SEC. XIX; EPIDEMIE ANCONA SEC. XIX; ORSI
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1987
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Werther Angelini
della popolazione urbana esse sono decisamente migliorate rispetto a quelle di un secolo prima, ma la forza d'acquisto del salario del lavoratore cittadino, il più esposto a infezioni ed epidemie, è sempre modesto, giornalmente intorno alla lira, e la carne soprattutto il pesce, con le qualità nutritive ad essi legate, nella cucina dell'operaio sono sempre piuttosto rare.
Pure nello studio delle malattie dell'infanzia l'O., con gli altri medici del luogo, mantiene l'idea che i bambini debbano la loro fitta mortalità a cause esterne, non a motivazioni d'ordine alimentare, che sono letteralmente posposte se non omesse. La sete di aggiornamento porta l'O. a rendersi consapevole e praticante dei sistemi di vaccinazione,51) più introdotti in Francia e già segnalati da talune Università italiane, a indagare su alcune altre infermità, ma anche qui egli si appaga di studiare un po' astrattamente i problemi. Egli in conclusione non si propone un'indagine sul genere di vita delle masse urbane e rurali, dell'abitazione, della sussistenza. Ovvero tocca da distante l'esistenza del bisogno e il grado di povertà e di debolezza di tanti internati negli ospedali. Ignora in definitiva obiettive condizioni di vita quotidiana nella realtà e nelle prospettive. Tuttavia nell'ordine di idee dì una generosa, assidua dedizione egli si presenta così nel '65, si presta negli ospedali e nelle infermerie coinvolgendo una breve schiera di donne anconitane, una Fazioli, una Benincasa, due Storani, una Baluffi, una Terni, una Schelini, una Coen, e guidando i suoi medici.52) Chiaro che l'occasione ha
l'ospedale con qualche interruzione e senza dubbio con avvedutezza e premura; a parte l'immancabile prevalente tono di confessionalità mantenuto nell'istituto, aveva in esso un organismo vecchio e non facilmente idoneo ad un rinnovamento delle strutture e dei servizi; lo si desume dalla dissertazione di laurea di M. CESARINI, L'ospedale di Ancona e t'opera di riorganizzazione di B. Vernò (1817-1850), Università degil studi di Urbino, Anno Accad. 1979-80, relatore Angelini.
51) V. Sulla vaccinazióne animale nella Provincia di Ancona, 1869 e primavera 1870, Ancona, 1870. La dottrina dell'O. in fatto di vaccinazione si fa così eloquente che istituti della Russia addetti alla salute adottano il vaccino propagandato da lui {Serie Orsi, b. 182 cit., foglio di annotazioni personali, 26 giugno 1888).
52) V. Società Vittorio Emanuele, istituto di moralità e beneficenza in Ancona. Resoconto dell'adunanza dei soci, 22 novembre 1868, Ancona, 1868. Per uno sguardo al significato di tale organismo si vedano Programmi e ordinamenti organici della Società Vittorio Emanuele instituto di moralizzazione e beneficenza fondato in Ancona, Ancona, 1863. Ma al solito contano non soltanto gli articoli dello statuto sui doveri e le possibilità dei sodali ma i nomi degli iscritti, che fanno di per sé storia sociale e precisamente indicano una decisa partecipazione borghese ripetendo il quadro di un assenso politico al nuovo regime. Si riproducono qui i nomi dei soci promotori e dei soci iscritti al 20 giù* gno 1863, che interessano anche perché personalizzano una costante economia dell'ambiente per tutto l'Ottocento, a parte il fatto che taluni di loro sono compromessi nel moto storico del Risorgimento:
Soci promotori (in numero di 11): Pichi conte Angelo, generale; Werkruzen Andrea, console di Danimarca; Fazioli conte Michele, sindaco; Ninchi doti. Ginesio, consigl. comun.; Orsi conte Girolamo, consigi, prov. di sanità; Cresci conte Fernando, colonn. Guardia nazionale; Fabbri cav. Primo, direttore di Sanità marittima; Utili prof. Silvestro, consigl. comun.; Baldantoni Natale; Sturani conte Luigi, presid.te Congreg.ne di carità.
Soci iscritti (in numero di 39): Beretta cav, Daniele, tesoriere regio; Fauché Gio, Batt., console di Marina; Benincasa march. Luciano; Roselli prof. Ercole, diteti. Bibliot. comunale;