Rassegna storica del Risorgimento

ANCONA STORIA SOCIALE SEC. XIX; EPIDEMIE ANCONA SEC. XIX; ORSI
anno <1987>   pagina <155>
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Girolamo Orsi
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del '65 di sentirsi incoraggiata e sostenuta nella sua azione di appoggio alla pubblica autorità comunale e al Consiglio di sanità, anch'esso presieduto daill'O. Le indicazioni del materiale raccolto, delle contribuzioni arrivate dalle province vicine giovano dal canto loro a rammentare che la triste occasione del colera, responsabile di oltre 2.100 vite umane, 2.108 per la precisione nelle 14 parrocchie, cioè tra centro e distretto della città,64* acquista un valore politico perché mette insieme persone ed enti in una solidarietà che ha un suo tono di parte, onde degli abbienti anconitani, di cui si leggono nomi pure sui giornali dell'ordine, si ravvisa anche per questa circostanza un tipo di allineamento politico, quello appunto liberale. >
Nella vita di provincia, assorta ancora nel ripensamento di una solu­zione nazionale per molti a sorpresa e nei problemi di immediato inevitabile adattamento, vien favorito lo scorrimento degli elementi più esposti dei vecchi gruppi nei nuovi giochi di potere; e diverse occasioni come queste fruttano una più partecipata coscienza e un maggior consolidamento citta­dino. Anche ad Ancona negli anni della Destra le altre classi, come in una sorta di attesa di poter meglio liberare idee più direttamente tagliate per loro, sembrano costruire una sorda cornice di diffidenza al nuovo ceto dirigente nella misura di una possibile latente avversione dello stesso all'urgenza dei loro interessi. Gli agenti della piccola cultura prounitaria, soldati di carriera e di stanza nel luogo, persone del più giovane clero, personale della nuova scuola armonizzano e aderiscono. Alcuni maestri elementari lavorano nell'opera capillare dell'O. rivestiti di costume liberale, professando il lin­guaggio generico della libertà e della dignità civica, ed è tuttora facile repe­rire ricordi oggidì di un momento liberale presso tardi nepoti di insegnanti chiamati dall'O. nell'opera di soccorso durante la calamità del colera.66) Nella quale circostanza avviene una saldatura tra le due sezioni, la tramon­tante Società nazionale e la Società Vittorio Emanuele; ovvero l'ultima finisce con l'ereditare i fini formativi della prima, gli obiettivi dell'educazione politica. Occorre che il nuovo istituto sia giovane, capace, e abbia sue notevoli occasioni per non restare sul terreno del facile eloquio, e il colera può passare quindi come l'avvenimento idoneo ad un nuovo e risolutivo collaudo politico, il che avviene verso l'esaurirsi del contagio colerico, mentre un altro tema di indiscutibile profitto e non legato a un particolare momento può essere la sistemazione di fanciulli abbandonati.
L'O. si mette appunto a studiare la situazione e il miglioramento dei brefotrofi nella provincia, ma si tratta dapprima e principalmente del capo­
no Ivi.
65) Nella città borghesi, piccoli borghesi, aristocratici portano tutti il loro contributo in danaro; immancabili in queste circostanze gli AI magia, gli Anau, gli Ascoli, i Baluffi, i Bonomi, il conte e la contessa Castellani, i Coen, i Colonnelli, i Lainè, i Ninghi, Orsi Girolamo e Giovanni, il generale Pichi, Tommaso Ricotti, i Saracco, i Terni, i Werkruzen. Dobbiamo ricordare che nelle oblazioni da fuori si distinguono, chiaramente dopo Ancona, Torino, poi Firenze, poi, sempre in ordine decrescente, Genova, Messina, Ascoli Piceno, Osimo, S. Elpidio, Loreto, e, tra le ultime, Macerata.
66) Il caso più notevole è quello di Luigi Toppan, ex garibaldino e maestro nella borgata di Poggio a pochi chilometri dalla città. Ricordato anche dai pronipoti e amici della famiglia. La menzione lasciata dall'O. è nel citato rendiconto del 1868.