Rassegna storica del Risorgimento

ANCONA STORIA SOCIALE SEC. XIX; EPIDEMIE ANCONA SEC. XIX; ORSI
anno <1987>   pagina <156>
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Werther Angelini
luogo. È la mortalità dei fanciulli a destare subito l'attenzione dell'O. medico, ma medicina, pedagogia, società riferite al fanciullo stanno in un comune terreno di indagine, e il recupero e la crescita, la salute fisica e morale del bambino sono problemi di generale interesse, verso i quali non si immagi­nerebbero almeno all'inizio critiche o polemiche da parte di alcun ceto. La mortalità infantile è altissima, ripetiamo, circa l'84. Nel '68 in una popolazione che nella provincia raggiunge 264.890 persone, su 9.284 nati risultano 7.732 morti.67) Si direbbe un eccesso, anche se la media della mortalità dei neonati è elevata pure in altre parti dell'ex Stato pontificio. Al solito la nota di rilievo sociale balza dalle riflessioni dell'O. La mortalità però è dovuta per lui a un infausto connubio della sifilide dei padri col linfatismo dei figli.68) È una nota alquanto opinabile che evita un accenno alle troppe diffuse gastroenteriti in particolare, alle polmoniti, all'assenza dell'igiene osservata meglio dall'O. e dal fratello a proposito del colera e che evita ancora un'altra più modesta e più vera osservazione possibile sul nutrimento e sulle maggiori capacità che questo conferisce alla sopravvivenza della prole. L'O. percorre mentalmente l'Italia e segnala numeri di esposti, numeri di figli legittimi e illegittimi, elementi da rimeditarsi e sempre dispo­nibili nel Rendiconto della Società Vittorio Emanuele per l'esercizio del 1868,69~> ma soprattutto egli insiste nell'ambiente della città di Ancona e del suo immediato retroterra. Dai calcoli fatti gli torna che il brefotrofio cittadino di recente attivazione abbia a ruolo 550 creature, un conto che può suonare anche come un appunto rivolto ad uno scarso senso dell'unità familiare. Tutto si conclude in solenni ammonimenti alla vigilanza medica ai colleghi. L'O. è positivamente in queste prove del primo decennio dall'Unità, dopo le quali sembra sfruttare l'esercizio della professione continuando a impie­gare se stesso in ricerche tecniche pertinenti alla professione stessa e a pubblicare gli accennati articoli d'ordine scientifico. Egli si rende altresì disponibile alla vita politica nell'ambito comunale e provinciale. Gli avversari lo chiamano con una punta di ironia il dotto , e in effetti egli svela dottrina medica in riviste e presso sodalizi scientifici nazionali e stranieri, prende parte a dibattiti di varia cultura come quello Sul terremoto di Romagna,"10) scrive sulla mortalità del bestiame,71) o riprende vecchi temi di studio come la vaccinazione.72) Dell'ambiente di un giornale conservatore che fa capo al Vettori, L'ordine, già Corriere delle Marche, indipendente almeno nella testata, di proprietà dello stesso Vettori, egli è buon frequentatore, e scrive
67) Associazione medica italiana. Comitato di Ancona. Rendiconti e atti del Comitato, Esercizio 1868-69, allegato n. 4 (dell'O.), pp. 49-70.
**> Ivi, p. 49.
0 V. p. 53.
7QJ Ancona, 1870.
7i) G. Osti, Proposte provvidenti ai danni detta mortalità del bestiame, Ancona, 1871. L'O, però si Inulta a studiare l'epidemia bovina, senza avventurarsi nella diretta cura del bestiame, cosa che succedeva ai medici del Settecento, come Panazzi, che erano tenuti anche a quell'obbligo.
72) G. ORSI, Comitato provine, anconitano. Associazione medica italiana ... La vacci­nazione. Consigli e norme, Ancona, 1872.