Rassegna storica del Risorgimento
ANCONA STORIA SOCIALE SEC. XIX; EPIDEMIE ANCONA SEC. XIX; ORSI
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1987
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Werther Angelini
come guida di vita pubblica ed esso vale a tenere l'azione anche sul piano della cultura cattolica e a contendere terreno ai repubblicani e ai mazziniani, i quali insieme partono dall'idea di famiglia come base per dilagare in quella sociale e dal 70 si delineano già in gruppo ufficiale ad Ancona, puntando per una loro affermazione sull'impianto di un'etica della politica come un rigore che quanto a intensità non è troppo diverso da quello dei radicali, degli anarchici, e dei neosocialisti, oramai apparsi all'orizzonte storico della città. S'intende che il distintivo di parte è sempre nelle parole dell'O. sulla libertà in qualunque tèma: mirate le società operaie che sorgono ovunque vivificate dall'alito della libertà .83) Appunto nel clima della libertà regolata dal diritto tali sodalizi hanno il modo di prosperare, e così gli operai possono essere destinatari di modesti prestiti anche senza tassi di interesse. Anzi la Banca di credito popolare in tale ordine di idee si pregierà di assecondare lo slancio di ogni animoso cittadino verso mete di sviluppo personale, e il Banco Beretta-Borini tiene a frutto produttivo danaro della Società Vittorio Emanuele e fa un discorso con persone di credito ravvisabili nella cerchia dell'O. w> Tutto questo viene ripetuto dall'O. e riesce a consegnare un'immagine inalterata di lui alle forze politiche che si accingono alla lotta in piazza e sulla stampa o ai margini degli organismi amministrativi, ed è sempre l'immagine di un uomo che da intellettuale persegue una preminenza culturale e conseguentemente politica sugli altri.
Nel 71 dunque i repubblicani attaccano l'O. a causa di certe miscele empiriche di bene e di male,85* viste soprattutto nell'appoggiarsi di lui al servizio delle suore in ospedale, che è in fondo un non inconsueto discarico di responsabilità dei primari ai dipendenti per una migliore esecuzione delle terapie. Nella polemica di forte sapore radicale si condanna l'O. per la fiducia da lui riposta nei sottoposti religiosi, lui che ha lottato insieme col fratello contro lo Stato temporale della Chiesa. Quam mutatus ad ilio! afferma l'articolista del Lucifero, il giornale che ospita la diatriba. **>) Certo che il rimprovero di favorire l'attività del clero monastico nell'ospedale centrale si fa ancora più acre con l'andar degli anni. La tensione si fa più alta in città, e il problema di base è accelerare nel senso della legge del 1862 chiarimenti relativi alle questioni del patrimonio ecclesiastico e anche manovrare ad deterrendum circa il comportamento di tutta la classe ospedaliera. La polemica si svolge come davanti al programma di una renovatio hominum e magari di un totale allontanamento degli ecclesiastici dai vecchi beni destinati allo Stato. La logica laica è chiara e tende ad una legge per la definitiva abolizione di tutti gli enti religiosi.
In tanto disputare emerge un motivo di risentimento verso la persona dell'O. già solo per la riconferma in sede consigliare di un uomo come lui, rappresentante di un liberalismo disposto evidentemente nel piccolo ambito della provincia a un compromesso di fatto con le vecchie forze, giustificato pure da ragioni tecniche interne alla vita e all'organizzazione ospedaliera.
3) hi, p. 18.
M) Ivi, p. 19 (v. n. 56).
S) Lucifero, 27 agosto 1871.
) Ivi.