Rassegna storica del Risorgimento
ANCONA STORIA SOCIALE SEC. XIX; EPIDEMIE ANCONA SEC. XIX; ORSI
anno
<
1987
>
pagina
<
163
>
Girolamo Orsi
163
sfera è così greve che l'O. è costretto a riprendere la penna e a scrivere una lettera l'ultimo documento vergato direttamente dalla sua mano al direttore de L'avvenire delle Marche. Per il vero è una risposta ad un articolo sui politici nel Comune di Ancona pubblicato su quelle colonne dagli oppositori. La parola dell'O. risulta ancora generica e continua a riflettere situazioni di altri anni. Nel pensiero dell'O. in definitiva, come sempre d'altronde, vale l'obbedienza rigorosa sul terreno giuridico e amministrativo e conta una condotta di rettitudine e probità. Si ha talora l'impressione, da questa e da altre circostanze, che più di un ruolo di perbenismo questo vecchio liberale non sappia impersonare e che valga ancora e sempre l'antica fede nell'azione per il riscatto nazionale. Resta in un quarantennio la consueta mentalità da prima ora, la quale non aiuta a guardarsi fittamente dentro, a meglio interpretarsi anche alla luce di altri scoraggianti avvenimenti per la città come lo spostarsi della base navale da Ancona a Venezia all'indomani del triste fatto di Lissa, o come l'insoddisfazione, eccessiva per la verità, degli anni 70-80 per la fine della franchigia del porto e per altre generali ragioni finanziarie, 105> di fronte poi alle richieste di una piazza che è venuta acquistando insieme con la misura della propria forza il senso di quanto serve per vivere più decorosamente. Non basta del tutto a convincere l'insegna, sempre un po' astratta di monarchico nel progresso che l'O. trascina dai suoi migliori anni. C'è già eertamente in questa vecchia gente della vecchia Italia 10 pure un'aria di compromissione, inevitabile del resto, che guida lo storico a concludere che politicamente v'è in effetti un progresso in quella classe, una certa apertura a livello conoscitivo e una partecipazione informale al sentimento di cose più grandi e più urgenti nel quadro dello Stato unitario . I07> È una visione che si traduce in pratica nei tentativi di convivenza dei moduli del moderatismo con le esigenze entro certi limiti
con mordace ironia, il merito di aver denunciato le ingiustizie sociali e lo scarso o nessun potere di rimuoverle; sulla Triplice alleanza viene sparso veleno in disannonia di pensiero con una situazione nuova al centro dell'Europa, e sempre in accordo con la cultura filofrancese di cui la sinistra repubblicana si imbeve; infine una figura come quella di Carducci è vista nelle sue reali incoerenze e nelle sue tiepidezze (Lucifero, 29 marzo 1891).
105) Negli Atti del Consiglio provinciale di Ancona, 1898, p. 52, si può leggere una nota del consigliere liberale Gabrielli di evidente disappunto morale, legata anche a questi fatti, che persiste ad onta del correre del tempo: per la fortunata unione di Venezia e delle venete Provincie alle consorelle del Regno [l'affare di Lissa è sottinteso] vennero meno tutte le speranze di coglier il frutto de' fatti sacrifici perché tutto perdette e soli rimasero i debiti, il bisogno di continuarli a condizioni onerose e le gravose tasse [...]. Ancona con patriottismo ed abnegazione ammirevoli seppe rinunciare al beneficio di città franca, cui aveva diritto per molti anni ancora, in base ad una convenzione col governo pontifìcio . Il Gabrielli non vede l'inevitabilità delle franchigie portuali in Italia col crearsi di un problema ferroviario e con il progressivo estendersi di una rete nella penisola, e diremmo che di proposito eviti l'avvenimento finanziario che turbò Ancona nel 73, che è fatto nazionale, anzi europeo, appunto la crisi monetaria del 1873, non riguardante direttamente e soltanto la città coi suoi riflessi.
W) G. VOLPE. L'Italia moderna, Firenze, 1943, voi. I, pp. 264 sgg.
m ivi.