Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRATICI ITALIA 1872-1878; REPUBBLICANI ITALIA 1872-1878
anno <1987>   pagina <167>
immagine non disponibile

La democrazia repubblicana (ì872-1878) 167
nel 1866, un'ultima organizzazione segreta, l'Alleanza Repubblicana Univer­sale, per mèzzo della quale continua a cospirare, riservando alla sua propa­ganda pubblica, intesa a non inimicarsi i ceti medi, un margine di reti­cenza . 4> Ma tutto questo non esula dalle sue formule originarie, è incastrato all'interno di un sistema nato in condizioni del tutto diverse da quelle nelle quali sopravvive.
Si, al programma mazziniano ha osservato acutamente Nello Rosselli mancava ormai un mito, mancava un orizzonte lontano e magari irraggiungibile cui tendere. Il mito di Mazzini era stato l'unità d'Italia e Mazzini aveva avuto la fortuna <o la sfortuna) di vederlo bruscamente realizzato, se pur non secondo le sue aspirazioni, per un colpo di bacchetta magica. Dopo il '60, nonostante il rinforzo dato alla parte di rivendicazioni sociali, il suo programma era rimasto come svuotato....5)
A rendere ancora più drammatico il confronto di Mazzini con gli ultimi anni della sua vita, intervengono due fatti nuovi e importantissimi: la ripresa dell'iniziativa monarchica ed il rapido propagarsi di quella internazionalista. Questa congiuntura avrà effetti paralleli, sfrondando a destra e a sinistra l'albero repubblicano di tutte le foglie, troppo gialle o troppo verdi, che la sua linfa è incapace di nutrire. L'azione di Quintino Sella, affinché siano superate tutte le esitazioni e l'esercito regolare entri in Roma, oltre al sospirato possesso della capitale, ha il doppio vantaggio di decapitare il programma della democrazia italiana della sua meta massima e più signifi­cativa. Per Mazzini è un colpo tremendo e irreparabile: si profana la sacralità di un ideale professato per tutta la vita, legittimato indelebilmente da tanto tragiche quanto eroiche memorie; si rinnova il dolore per la caduta della Repubblica Romana del '49; si oscura, indefinitamente, l'attesa della Roma del popolo e della sua missione. Col vessillo monarchico che sventola dalle terrazze romane crolla l'unico mito superstite che solo poteva giustificare facoltà d'aggregazione e dovere di compattezza per tutta la sinistra extra­parlamentare. Allo scoramento e al senso di prostrazione che ne segue, molti reagiscono con l'abbandono. II tempo, agendo come verifica inoppu­gnabile della solidità e della resistenza di casa Savoia, rafforza, all'opposto, la capacità d'attrazione della monarchia, superata la crisi dell'unità e, sotto la sua bandiera, l'opposizione parlamentare diventa, per parecchi nomi illustri della democrazia, una scelta definitiva. Questa diserzione di destra accentua, così, l'emorragia di uomini e di forze che il movimento repubbli­cano subisce in questi anni. Altro scossone lo riceve dalla diffusione delle nuove idee che si respirano in Europa, e che sarà in breve contagio socia­lista, amplificata inaspettatamente dall'episodio della Comune parigina e dalle successive polemiche. La calda e larga adesione che questa ebbe da
4) A. COMBA, op. cìi., p. 468.
s) NELLO ROSSELLI, Repubblicani e socialisti in Italia, In Saggi sul Risorgimento e altri scritti, Torino, Einaudi, 1946, pr 291. Lo scritto si divide in due artìcoli pubblicati per la prima volta ne La Critica Politica, fase. 7 e 9, a, VI, 25 luglio e 25 ottobre 1926 e poi confluiti quasi integralmente nel Mazzini e Bakunin, V ed., Torino, Einaudi, 1976, p. 252.