Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRATICI ITALIA 1872-1878; REPUBBLICANI ITALIA 1872-1878
anno <1987>   pagina <168>
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Fabio Stassi
gran parte degli ambienti giovanili, e da Garibaldi ed altri, contrastò in maniera palese con la limpidissima condanna che manifestò Mazzini nei suoi ultimi, virili, articoli sulla Roma del Popolo. La discordanza tra la stessa base repubblicana ed i suoi vertici provocò non poche esitazioni e dissapori, e scatenò, all'interno delle coscienze di molti democratici sinceri, una dolorosa guerra civile. Il dissidio coinvolgeva, in particolare, il diverso sentire delle ultime generazioni, più incline alle recenti tendenze materialistiche che alla religione dei doveri. L'attecchire del movimento internazionalista in Italia è il primo sintomo di questo mutamento nella gioventù, il segno di un crescente disagio, l'urgenza di qualcosa di non logoro in cui credere. Era un pezzo che il mazzinianismo non le bastava più . 6> La lunga disputa sulla Comune accelera, quindi, il distacco da Mazzini di numerose schiere di giovani, e se per alcuni lo rende fatalmente conflittuale, per altri lo facilita semplificando i termini del contrasto.
Ai giovani che hanno bisogno di guardar lontano, parve che il mazzinianismo avesse terminato la sua trentennale funzione di propulsore della vita italiana e che si ridu­cesse ormai, in sede politica, a un ripicco da vecchio intransigente....7)
Anche il movimento operaio, d'ora in poi, si libererà progressivamente dalla tutela mazziniana e da ogni illusione interclassista o suggestione insurre­zionale; *> l'obiettivo di repubblica borghese non sarà più la sua meta finale. Come ha indicato sottilmente Leo Valiani, saranno i volontari dei Vosgi a fare l'esperienza di una situazione più avanzata di quella italiana , *> assistendo all'ingratitudine della repubblica francese verso il loro aiuto. Intorno al 1872, dunque, il movimento repubblicano presentava due grosse falle, l'ima a destra e l'altra a sinistra, e sembrava stordito ed esaurito dagli ultimi awemmenti. La scomparsa di Mazzini, il 10 marzo di quell'anno, lascia un vuoto incol­mabile alla guida del partito. Secondo una bellissima immagine di Nello Rosselli:
a guardarlo in prospettiva, il movimento repubblicano di quegli anni assomiglia un poco a quelle stazioni ferroviarie di smistamento nelle quali gli innumerevoli viaggiatori si trattengono quel tanto che basta per prendere il treno; e vi sono treni per tutte le direzioni . I0>
Morto Mazzini, quindi, i suoi motti diventano sfuocati e si attenuano in una serie di monotoni ritornelli. A detta di Oriani:
) Ivi, p. 29.0.
7) Ivi. p> 291.
8) Come sostiene L. VALIANI, op. eli., p. 143.
9) Ivi, pp. 143 sgg.
0) N. ROSSELLI, Saggi cit., p. 297.