Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRATICI ITALIA 1872-1878; REPUBBLICANI ITALIA 1872-1878
anno <1987>   pagina <169>
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La democrazia repubblicana (1872-1878) 169
Accadeva ai mazziniani nella politica come ai manzoniani nella letteratura: in ambe le scuole una stessa pedanteria morale vi aveva isterilita la produzione: gli uni, di Manzoni non avevano voluto ammirare che l'onestà religiosa del sistema e dimenticavano gli istinti scetticamente naturalistici, allora meravigliosi in tanta voga di romanticismo; gli altri, in Mazzini, veneravano la dogmatica deistica e il classicismo repubblicano, mentre filosofia e scienza sgretolavano questo e quello e un'altra democrazia, più impetuosa e larga di metodo, chiamava le plebi a nuove conquiste economiche .n)
Ma andiamo per ordine. Cosa resta in piedi dell'edificio mazziniano, alla morte del suo fondatore? Come ha già individuato Augusto Comba, u> l'organizzazione repubblicana, dopo quella data, può distinguersi in tre strati: la base popolare ed operaia, il livello settario-cospirativo ,3> e la sfera della dirigenza politica. Il primo è costituito dalle Società Affratellate e dal tentativo di dare ad esse una solida struttura associativa; il secondo, trala­sciando formazioni locali poco importanti, dall'Alleanza Repubblicana Uni­versale che, seppure quasi evanescente in questi anni, vivrà fin oltre la prima guerra mondiale come duplicazione segreta del movimento repubblicano , 14> e dalla Massoneria, frequente punto di ritrovo fra le varie componenti della Sinistra; il terzo dagli uomini che dovranno indicarne i fini, le scelte e le linee di condotta. L'organizzazione è, dunque, costituita dagli elementi operaio, segreto e direttivo, si avvale di qualche giornale, ed è, per il momento, nelle mani dei mazziniani.
La propaganda sociale è la voce più attiva del bilancio repubblicano fino al 1876. L'eco del dodicesimo congresso generale delle Società Operaie Italiane Affratellate, tenutosi, dopo una lunga pausa dei congressi operai, a Roma, nel novembre 1871, non s'è ancora spenta; il documento votato in quell'occasione, il Patto di Fratellanza, è l'estremo statuto sociale mazziniano ed opera un'azione di sprone, almeno negli anni immediatamente vicini alla sua stesura, seppure venne delusa la speranza di Mazzini di costituire intorno ad esso un fronte unitario ed anti-internazionalista del movimento operaio sotto la sua direzione. 16> Il Patto ricalca nelle sue linee generali l'Atto di Fratellanza, approvato a Napoli nel congresso precedente, il 27 ottobre 1864, e non apporta sostanziali variazioni al testo; le uniche modifiche sono di carattere organizzativo. Il programma mazziniano era ormai fissato in una concatenazione di capisaldi: unità e solidarietà tra le classi, cioè associa­
li) ALFREDO ORI ANI. La lotta politica in Italia, ed. speciale a cura di A. M. Ghisalberti pubblicata in occasione del primo centenario della nascita dell'autore, Bologna, Cappelli, 1956, p. 691.
12} AUGUSTO COMBA, Movimento repubblicano, in AA.W., Storia d'Italia, Firenze, La nuova Italia, 1978, voi. II, p. 720.
) Ibidem.
i4> A. COMBA, / repubblicani clt., p. 460.
8) Su questo e sugli altri congressi delle Società Operaie Italiane Affratellate cfr. GASTONE MANACORDA // movimento operalo attraverso l suoi congressi Dalle origini alla formazione del partito socialista (1853-1892), III ed., Il ristampa, Roma, Editori Riuniti, 1974.
> Ivi, pp. 98-99.