Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRATICI ITALIA 1872-1878; REPUBBLICANI ITALIA 1872-1878
anno <1987>   pagina <171>
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La democrazia repubblicana (1872-1878) 171
sull'organizzazione del partito, che verrà pubblicata dalYUnità Italiana il 22 maggio, afferma che, trattandosi d'apostolato, non occorre
commissione formale di mandanti. A propagare e svolgere convinzioni e dottrine, il mandato l'abbiamo dalla nostra coscienza: e cosi a dare consigli, se richiesti, o indirizzo, se riconosciuto opportuno, a quanti elementi lavorano con noi sullo stesso terreno. Ma quando si tratti e importerà trattarne di officiale ed effettiva direzione della Demo­crazia Italiana, essa, per mezzo dei suoi rappresentanti, dovrà eleggere il suo Centro direttivo .22)
La precisazione, seppure ha un alto valore di onestà formale, testimonia una svantaggiosa irresolutezza nel prelevare le consegne di Mazzini e nel-l'occupare la lacuna di potere determinatasi. In realtà, il triumvirato com­posto da Saffi, Quadrio e Campanella, rappresentava, almeno per i primi due, più un dovere di guida morale che l'incarico di assumere una efficace e, soprattutto, unitaria direzione. Grandi ed insanabili divergenze lo divide­vano, infatti, su importanti questioni,
Maurizio Quadrio B> era il più vecchio. Nato nel 1800 a Chiavenna, aveva avuto dei trascorsi giovanili avventurosissimi. Esule nell'Europa orien­tale, dopo i moti del '21, aveva partecipato alla rivoluzione polacca del 1830. Conobbe Mazzini soltanto nel 1848, a Lugano, ma, seppure arrivato tra gli ultimi nella brigata mazziniana, non tardò a divenire il discepolo più fedele. Dalla morte di Mazzini fu il più intransigente sostenitore delle sue dottrine. Nel citarlo nelle lettere e negli articoli usò spesso l'epiteto di Santo, aggiunto a quello di Maestro. Prese alloggio in Piazza Santa Chiara a Roma, in una casa che gli affittò Sara Nathan, la mamma provvidenza dei maz­ziniani, M) e mostrò, negli ultimi anni della sua vita, un personale interesse per l'associazionismo operaio ed una generica sensibilità per le classi rurali. Aurelio Saffi è, invece, dei tre la personalità meno spigolosa e più letteraria. Meno intransigente di Quadrio è, comunque, più vicino a lui che a Campa­nella. Gli preme più l'opera di divulgazione che l'azione politica; cura, infatti, la continuazione degli scritti di Mazzini per l'editore Daelli e ne promuove un fondo nazionale. Sarà un custode attento dell'eredità del pensiero maz­ziniano; non solo, la sua figura pian piano costituirà un transito senza traumi tra la tradizione ed il nuovo. Leader della Consociazione Romagnola, ricosti­tuitasi il 25 febbraio 1872, Saffi è soprattutto un'autorità morale, legittimata dal suo passato di triumviro della Repubblica Romana. Differente nel tempe­ramento e nelle idee, Federico Campanella rappresenta, rispetto ai primi due, il polo più distante dalla ortodossia mazziniana. La sua critica alla teoria,
22) A. SAPPI, op. cit., voi. XI, p. 5.
23) La biografìa più completa su M. Quadrio resta quella di SILVIA PELOSI, Della vita di Maurizio Quadrio, Sondrio, Arti grafiche valtellinesi, 1921-1922, 2 voli.
24) GIUSBPPP, TRAMAROLLO, Maurizio Quadrio nel '74, in Bollettino della Domus Mazziniana, n. 2, a. XXIV, 1978, p. 141. Sull'ultimo periodo della vita di M. Quadrio vedere anche LUIGI MASCILLI MIGLIORINI, L'ultimo Quadrio, in // Risorgimento, n. 2, a. XXVIII, 1976, pp. 282-286.