Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRATICI ITALIA 1872-1878; REPUBBLICANI ITALIA 1872-1878
anno <1987>   pagina <172>
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Fabio Stassi
e le scelte tattiche che propone, portano immediatamente al pettine i nodi che, fino alla loro definitiva risoluzione, saranno mine vaganti per il movi­mento repubblicano. Il primo dissenso con Quadrio è sull'accettazione dei princìpi religiosi di Mazzini. Il problema ha anche risvolti politici perché Campanella vorrebbe rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono la riunione in un solo fascio delle forze della sinistra democratica.25* Se questo è il suo disegno, la formazione di una grande lega che non escluda nessuno, ben si comprende l'atteggiamento pacifico che mostra verso i radicali, gli interna­zionalisti ed i garibaldini. Campanella è per le alleanze, per i patti, non vuole che siano poste pregiudiziali o limitazioni. L'altro, grave, contrasto che lo divide da Quadrio è l'opposto giudizio sull'astensionismo parlamentare. Per l'uno è una posizione sterile ed astratta, che non porterà ad alcun frutto; per l'altro una convinzione irrevocabile. Tutto sommato può dirsi che la posizione di Campanella, isoritto, inoltre, alla Massoneria, al contrario di Quadrio che vi si oppone, appare piuttosto isolata e non riscontra, per ora, ampi favori.
Mentre l'Internazionale si dà con la conferenza di Rimini un più saldo ordinamento organizzativo, ed il radicalismo imbocca la strada che di lì al 1877 lo porterà alla formazione dell'Estrema Sinistra in parlamento, il repubblicanesimo si dibatte, quindi, in questi anni, tra grandi polemiche che ne assorbono il tempo e l'azione. L'intrecciarsi delle dispute, se da un lato ne paralizza l'iniziativa politica, si rivela dall'altro quale una tappa necessaria per fare il punto. Il definitivo abbandono dei tentativi insurre­zionali per altre forme di lotta è una tra le questioni più urgenti da sciogliere. Nel marzo del 73 Alberto Mario, approdato ormai al federalismo di matrice lombarda, poneva in un articolo pubblicato sulla Provincia di Mantova una secca alternativa: o penna o schioppo .
Più volte annotava abbiamo scrìtto che da noi si preferisce la strada larga della libertà, dei graduali avanzamenti, dei processi naturali, alle opere tenebrose delle congiure, ai precipizii della reazione, allo spargimento del sangue; la penna allo schioppo, la parola alla barricata, i metodi pacifici agli insurrezionali, e lo scriviamo adesso da capo .27>
Tali affermazioni sono già aperto preludio a quella teoria dell'evoluzione, che, alla luce delle nuove scoperte positivistiche, Mario svilupperà più ampia­mente negli anni successivi. Il metodo evolutivo ha qui, ancora, un contro-altare possibile, per quanto remoto, nella rivoluzione, ma diverrà, in poco tempo, per l'ala repubblicana gravitante a Milano, l'unica via da percorrere e da contrapporre al cosiddetto barsantismo dei mazziniani ortodossi. Con questo ismo derivante dal caporale Barsanti, fucilato nel marzo del 1870 per aver tentato una sommossa in una caserma, Alberto Mario esemplificò, scatenando una seconda ondata di polemiche tra il 77 ed il 79, ciò che per
25) BIANCA MONTALE, L'azione dei repubblicani in Liguria, in AA.W,, La crisi repub­blicana da Porta Pia alla caduta della destra {1870-1876), Bollettino della Domus Mazziniana, n. 2, a. IX, 1963.
26) A. COMBA, t repubblicani clt., pp. 474-475.
27) Scritti politici di Alberto Mario, Bologna, Zanichelli, 1901, p. 119.